Giovedi, 9 Febbraio 2012

Ultimo aggiornamento09.02.2012 16:29

Tu sei qui Unisa Il preside di Lettere rassicura: "Esami persi saranno recuperati entro luglio"

Il preside di Lettere rassicura: "Esami persi saranno recuperati entro luglio"

Gli esami persi fino ad oggi saranno recuperati attraverso date di appello che il consiglio di facoltà stabilirà nella prossima seduta, e che comunque verranno fissate entro la fine di luglio: con questa decisione, il Preside della facoltà di Lettere e Filosofia, Luca Cerchiai, ha deciso di rispondere alle polemiche nate in seguito al blocco degli esami fissato all'Università.

Docenti, ricercatori e studenti si sono infatti riuniti per cercare di trovare una soluzione condivisa ai problemi sorti in seguito all'adesione della facoltà al blocco degli esami, singolare forma di protesta che nei giorni scorsi ha preso piede all'interno dell'ateneo, prima ad Ingegneria e poi in seguito a Lettere ed anche Farmacia.

Una protesta che, nelle parole degli studenti, ha creato loro non pochi disagi, in considerazione del fatto che, nonostante l'adesione formale allo stato di agitazione, diversi professori delle materie letterarie abbiano deciso comunque di tenere gli esami, con grandi difficoltà per gli iscritti che, a conoscenza dello sciopero, non si erano recati in Ateneo, perdendo così la possibilità di sostenere gli esami.

Anche a causa delle scadenze per la presentazioni di vari documenti, come ad esempio la richiesta di borse di studio, il preside Cerchiai ha ribadito che gli esami saltati saranno reintegrati a fine mese con date da decidere nel prossimo consiglio di facoltà, che si terrà giovedì 8 luglio. “Nonostante non fossi d’accordo con le modalità di protesta - spiega Cerchiai - devo ammettere che questa ha reso possibile un dialogo con gli studenti. Spero che questo dialogo possa continuare ad esistere, così da costruire insieme le basi per la sopravvivenza dell’istituzione stessa, messa a repentaglio e spesso ingiustamente denigrata. Insomma dobbiamo andare avanti insieme”.

Una forma di collaborazione accolta in parte dagli studenti, in attesa di trovare nuove forme alternative di protesta, che permettano comunque ai ragazzi di non perdere il proprio lavoro. La proposta avanzata è stata quella di appoggiare la posizione accolta dal Consiglio di Facoltà fino all’11 luglio, per poi passare a forme alternative di agitazione che possano essere condivise ed esercitate dagli studenti stessi.

La preoccupazione principale avanzata dagli studenti sembra essere, quindi, non solo quella relativa agli esami ma anche quella inerente la necessità di coinvolgere l’intero ateneo (perché la faccenda possa avere una qualche risonanza) e trovare un accordo sulle forme di protesta utilizzabili nel futuro, che non ledeno lo studente stesso: tra le proposte vi è la possibilità di effettuare esami in luoghi pubblici, partecipare od indire manifestazioni ed infine, la più drastica, occupare le facoltà.

Valeria Valese

This content has been locked. You can no longer post any comment.