Giovedi, 9 Febbraio 2012

Ultimo aggiornamento09.02.2012 16:29

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Anche i docenti di Lettere incrociano le braccia: niente esami fino all'11 luglio

Come previsto, dopo la dura presa di posizione contro la riforma da parte dei docenti della Facoltà di Ingegneria dell'Università di Salerno, la protesta inizia ad allargarsi a macchia d'olio. E' di mercoledì pomeriggio la notizia che i docenti della Facoltà di Lettere e Filosofia sospenderanno gli esami fino al prossimo 11 luglio.

"L'assemblea dei docenti della Facoltà di Lettere e Filosofia indetta ad horas dopo il Consiglio di Facoltà - si legge sul portale dell'Ateneo in una nota a firma del Preside della facoltà - nel riconfermare il giudizio assolutamente negativo sul DDL 1905 di riforma dell'Università e nel denunciare gli effetti devastanti delle misure previste nella manovra finanziaria in atto, che colpisce pesantemente e coloro che vi operano, approva, a maggioranza, di aderire alla mozione formulata in data 24 giugno dall'assemblea dei docenti della Facoltà di Ingegneria e, pertanto, dichiara la sospensione degli esami di profitto fino al giorno 11 luglio 2010.

Da quanto si apprende, la sessione non sarà abolita, bensì slitterà semplicemente di circa 2 settimane. Al termine dell'agitazione, dunque, gli esami riprenderanno, dando vita ad una sorta di "nuova" sessione.

Commenti

 
#16 Ospite 2010-07-01 11:04
Ma "siete" chi? Perchè tu non ci sei andato a scuola o all'università? Non ce li manderai i tuoi figli? Il continuo degrado e sfacelo in cui infilano l'istruzione italiana dovrebbe interessare tutti
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#15 Ospite 2010-07-01 09:19
Che ci volete fare, siete (come al solito) le povere vittime del sistema
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#14 Ospite 2010-07-01 08:41
Simona ammiro il tuo tentativo di spiegare i motivi della protesta, ma purtroppo mi rendo conto che sono parole al vento! Vi faccio notare che questi scioperanti scansafatiche (cioè i professori) dovranno fare il doppio della fatica: ora seguono consigli, assemblee e decidono sul da farsi e, quando lo sciopero sarà finito, dovranno comunque fare tutti gli esami e gli appelli normalmente!
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#13 Ospite 2010-07-01 00:07
E certo. Ubbidiamo tutti al padrone senza fiatare, che è meglio. Che importa se fa quello che gli pare e calpesta tutti i nostri diritti
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#12 Ospite 2010-07-01 00:05
E' triste sentir parlare ancora di scioperi. Punto.
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#11 Ospite 2010-06-30 23:57
Che tristezza sentire ancora definire gli scioperanti "scansafatiche". Come se chi sciopera nelle università fosse meno degno di chi lo fa nelle fabbriche. Come se non si dovessero agli scioperi gli avanzamenti che sono stati fatti nel mondo del lavoro in questo Paese, in tutti i settori. Ma tanto ancora per poco, poi mi sa che verranno proibiti di nuovo. E per la cronaca, chi sciopera non percepisce stipendio, giusto a titolo informativo
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#10 Ospite 2010-06-30 23:42
Che la 3+2 sia stato un fallimento lo sanno tutti e sanno anche chi è stato il responsabile, non mi sembra che lo neghi nessuno o che si sia detto che se l'era inventata la destra. Ma cosa c'entra quella riforma con il taglio di questa ministra e con il precariato dei ricercatori? Qual è il nesso?
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#9 Ospite 2010-06-30 23:41
Finalmente una persona (vito) che dice cose sensate. Siamo al cospetto delle solite buffonate rivoluzionarie, ma tanto non li calcolerà nessuno. Giusto per farli sfogare un po', questi scansafatiche
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#8 Ospite 2010-06-30 20:30
I soliti compagni di merende di sinistra (Lettere e Ingegneria lo sono storicamente); quando il Berlinguer insignificante varò ad inizio anni 2000 questa farsa di Università con il 3+2, nessuno dei compagni si lamentò...
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#7 Ospite 2010-06-30 19:18
@mf Anche io sono una studentessa e dunque questo sciopero porterà disagi anche a me. Ma, personalmente, credo che prendere una laurea per inserirsi in un mondo del lavoro e in una società dove la ricerca e l'istruzione sono tagliate, dove il lavoro è sempre e solo precario, non richieda una particolare fretta. Preferisco protestare per avere una situazione almeno un po' meno peggio.
@gianni La cosa è reciproca, spesso si hanno difficoltà a interagire con chi la pensa diversamente. Ma se mi si pone una domanda ragionevole, in modi ragionevoli, sono ben contenta di rispondere in maniera adeguata
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