In Italia trovare lavoro è come giocare alla roulette russa. Punti, ma c’è il rischio di perdere anche la speranza; qualche volta vinci.
La strada che porta al lavoro è come un canale stretto dove per entrare è necessario mettersi incolonnati, uno alla volta. Le offerte di lavoro sono drasticamente calate e, quando ci sono, si tratta di lavori a tempo, con contratti a tempo determinato.
E’ la precarizzazione del lavoro: quella che non ti consente di crearti un futuro, quella che ti fa rimanere bamboccione fino a tarda età. Precarietà, flessibilità, disoccupazione: variabili della crisi economica italiana.
I dati sono preoccupanti: nel periodo 2008/2010, l’Italia ha perso 574mila posti di lavoro, di cui 361mila al Sud e 344mila giovani under 34. Anche altri indicatori non lasciano spazio all’ottimismo: rispetto al 2009, nel 2010 il tasso di occupazione è ancora sceso, passando nella fascia 15-34 anni, quella che comprende anche giovani di elevata formazione, dal 33,3% al 31,7%, 25 punti in meno del Centro-Nord.
In sintesi, quindi, nel Mezzogiorno lavora meno di un giovane su tre. Tragica, poi, la situazione delle giovani donne, con un tasso di occupazione fermo nel 2010 al 23,3%, che “sale” al 34% nella fascia 25-34 anni, ma che non regge minimamente il confronto con il Centro-Nord (67,9%). Nella fascia di età 15-34 anni il tasso di inattività, che rappresenta cioè coloro che non cercano lavoro né lavorano, nel 2010 ha raggiunto il 57,7%, quasi 20 punti percentuali in più rispetto al Centro-Nord.
Una generazione, quella dei giovani e dei giovani meridionali, che rischia di essere perduta in un mare magnum fatto di marginalità sociale, attività irregolare nell’economia sommersa e ricerca estemporanea di lavori saltuari, attraverso canali informali se non di carattere clientelare.
“Il Lavoro che verrà” è lo speciale dedicato alla grave situazione occupazionale, che Unis@und trasmetterà il 27 aprile, dalle 12.00 alle 13.00.
In studio, insieme a Vincenzo Greco, giornalista presso l’Ufficio Rapporti con la Stampa e Promozione di Ateneo dell’Università di Salerno, ci saranno Giuseppe Provenzano, ricercatore SVIMEZ, autore del libro ‘Ma il cielo è sempre più su?’, Paolo Greco, docente presso l’Università di Salerno, Franco Tavella, segretario generale Cgil Salerno, Gerardo Pirone, segretario generale UIL Salerno, Pietro Di Gennaro, coordinatore provinciale USB.
Unis@und dedica uno speciale alla crisi occupazionale





