"Il territorio della Campania è precluso all'istallazione di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di fabbricazione e di stoccaggio del combustibile nucleare nonché di depositi radioattivi"; è quanto prevede la manovra di bilancio della regione Campania approvata lo scorso dicembre.
Ciò nonostante sarebbero due i siti campani individuati per la costruzione delle nuove centrali nucleari. Sono solo indiscrezioni suffragate, però, da un documento del Cnen del 1979 che individua due potenziali siti campani per ospitare una centrale nucleare: foce del Garigliano nel casertano e foce del Sele nel salernitano.
L’argomento per anni è stato un tabù, sia per i numerosi incidenti nucleari sia per la scelta referendaria del 1987; oggi, invece, il governo ha riaperto la strada verso un ritorno italiano al nucleare. Non senza contrasti se è vero che undici regione hanno avanzato ricorso alla Corte Costituzionale nei confronti della norma varata dal governo che (caso unico nei paesi occidentali) prevede la possibilità di avviare la costruzione di una centrale nucleare o di un impianto di trattamento di scorie anche in presenza di un parere contrario delle istituzioni locali e delle regioni interessate, militarizzando inoltre i siti scelti.
Unis@und, la web radio dell’Ateneo salernitano, dedicherà proprio a questo spinoso argomento il primo Speciale del 2010. “Nucleare in Campania, tra favorevoli e contrari” è il titolo della trasmissione che andrà in onda domani dalle ore 15.00 alle ore 16.00.
Gli speciali di Unis@und: "Nucleare in Campania, tra favorevoli e contrari"





