Giovedi, 24 Maggio 2012

Ultimo aggiornamento24.05.2012 11:27

Tu sei qui Unisa In centinaia a piazza Portanova contro il DDL Gelmini

In centinaia a piazza Portanova contro il DDL Gelmini

Un picchetto composto da un centinaio tra studenti, docenti e ricercatori universitari ha invaso Piazza Portanova alle 10 di questa mattina per dare voce alla protesta che da qualche settimana vede coinvolta l'università italiana contro la riforma Gelmini.

Presenti i Cobas, l'Unione dei Sindacati di Base e l'Uds. In diretta anche il live radiofonico della radio universitaria di Salerno "Unisound". Numerosi striscioni, cartelli e bandiere portati in corteo da Piazza Portanova fino al Palazzo della Provincia, dove ad attendere gli studenti era presente un capannello composto da docenti e personale ata (precari).

Comune il leit-motiv degli striscioni: "Tagliatemi tutto ma non il mio brain", "30 politico, 30 polemico", "vendesi il mio futuro in offerta, 150 cfu inclusi nel prezzo". Una manifestazione, quella di stamattina, che ha suscitato molti consensi, ed unito tutti i presenti in un sit-in fortemente polemico nei confronti del governo e dei tagli inflitti all'università ed alla cultura.

"Dal primo settembre riprendermo la mobilitazione - afferma Jonathan, ricercatore - e per il tempo che ci rimane saremo a Fisciano per continuare la campagna di sensibilizzazione su questo argomento, poichè le conseguenze di questa manovra non sono chiare a tutti. A settembre si procederà con qualcosa di clamoroso. Noi non siamo più disposti a tappare i buchi dell'offerta didattica, ed è questo il meccanismo che scatena la consapevolezza".

"Oggi incontreremo il Prefetto alle ore 13 - prosegue il giovane ricercatore - per un incontro di delegazione a porte chiuse dove presenteremo un documento che abbiamo elaborato, che corrisponde ad una fotografia della nostra università in crisi. Quello di oggi è solo l'inizio, gli atenei sono a rischio, con tagli per quasi due miliardi di euro. L'anno prossimo 15000 docenti andranno in pensione, e secondo la manovra non saranno sostituiti. Quindi meno docenti, meno corsi, meno cultura."

Quello che interessa tutti, secondo le parole di Giuseppe Mansi, rappresentante degli studenti della facoltà di Lettere e Filosofia, è "non unire una folla, ma rendere il più possibile coscienti gli studenti sulle riforme atte a distruggere la nostra coscienza critica. C'è uno stato di appiattimento culturale ed è contro questo che ci vogliamo battere, anche proponendo la settimana prossima lo svolgimento degli esami in piazza. Possono toglierci le sedi, le aule, tagliare tutto, ma la cultura non è ricattabile".

Una riforma che crea molto scontento, sia tra studenti e ricercatori, che tra i docenti "che si avviano ad un futuro di solo precariato e sfruttamento - come urla Marco, studente presso la facoltà di Economia - noi eravamo partiti in 10, poi siamo diventati 20, oggi abbiamo riempito la piazza. Oggi siamo uniti, per una causa che ci accomuna tutti quanti. Solo unendo la lotta otteremo qualcosa: la scuola è pubblica, e non si tocca".

Il movimento vedrà l'"onda universitaria" schierata a partire da oggi, per ottenere un cambiamento concreto e tangibile circa una riforma che, come afferma il Prof.Marcello Frixione, docente di logica presso la facoltà di Lettere e Filosofia, "colpisce l'università pubblica, rendendo più difficile accedervi".

Monica Merola


Commenti

 
#5 Ospite 2010-07-15 01:54
Chiedo scusa, ma penso che vi sbagliate sulla questione numerica. Quando parla di un centinaio di persone, l'autrice - mi sembra - si riferisce al raduno di studenti e docenti universitari in Piazza Portanova; poi si chiarisce che più avanti alla Provincia si sono uniti diversi gruppi. Dal senso dell'articolo, non mi sembra che l'autrice tenda a sminuire le cifre o le ragioni della protesta. E poi questa testata, diversamente da altre, alla protesta sta dedicando lo spazio che merita. Ciò detto, concordo con Apples e con il suo auspicio. E' un buon segnale che, pur con i diversi problemi che stanno sorgendo in queste settimane, qualcosa si stia muovendo. Ma se si vuol sensibilizzare l'opinione pubblica si deve andare avanti su questa strada.
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#4 Ospite 2010-07-14 18:47
Decisamente di + e tanto per dovere di cronaca la protesta è partita da Ingegneria e poi si è espansa; la platea era decisamente più ampia, ma magari chi li ha contati ha la ben nota sindrome della questura, che come si sà ne cosa 1 su 6 :P
Cmq speriamo che le proteste di tutti gli atenei giungano alla ribalta dell'opinione pubblica che sembra non comprendere la gravità della cosa, di quanto male si stia facendo al futuro del paese!
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#3 Ospite 2010-07-14 18:28
non credo che la mia frase fosse scritta in lingua diversa dall'italiano. Intendo dire che al momento della "marcia" verso la prefettura e verso il palazzo di provincia raggiungevamo il migliaio di persone. Evidentemente chi ha scritto questo articolo ha dato solo una rapida occhiata in piazza portanova, senza aspettare che TUTTI i gruppi, organizzatisi in diversi punti della città, si riunissero e cominciassero la vera protesta.
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#2 Ospite 2010-07-14 18:22
Esprimiti in italiano, non per allusioni o mezze frasi: intendi dire che erano di più o di meno rispetto al centinaio di cui si parla nell'articolo?
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#1 Ospite 2010-07-14 17:49
Un centinaio??? Imparate a contare, miei cari...
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