In questa settimana (6-9 luglio), il Seed dell'università di Fisciano (gruppo di ricerca di ingegneria sanitaria ambientale), organizza una summer school nazionale dell'ingegneria ambientale dedicata a “Processi ad ossidazione avanzata”.
La scuola è aperta ai giovani ingegneri ambientali italiani e si avvale del coordinamento di Vincenzo Belgiorno, nonché della partecipazione di docenti di chiara fama provenienti da numerose Università italiane (politecnico di Milano, Federico II di Napoli, Catania, Brescia, Roma, Firenze, Salerno) e straniere (università di Washington a Seattle, università di Cipro, università dell'Egeo, università di Belfast, università di Istanbul).
“La tutela sanitaria e ambientale risveglia interesse crescente nella collettività campana – affermano gli organizzatori - sempre più attenta alla qualità della vita e preoccupata del rincaro dei costi dei servizi ambientali, con particolare riferimento a quelli dell'acqua e dello smaltimento dei rifiuti.
I segni dell'attenzione ai temi del rapporto fra attività economica, qualità ambientale ed aspetti sociali sono strettamente connessi al forte interesse del mondo politico di integrare gli indici di benessere di una nazione, unicamente economici, come il Pil, con altri che comprendano la qualità dei sistemi ambientali e della vita dei cittadini”.
L'iniziativa è patrocinata dall'Andis (Associazione nazionale di ingegneria sanitaria ambientale), dall'ordine degli ingegneri e dal Gitisa (Gruppo italiano di ingegneria sanitaria ambientale) e prevede la presenza di giovani ricercatori impegnati a studiare soluzioni per la tutela ambientale.
Michela Maffei
I cervelli dell’ingegneria ambientale a Salerno





