Giovedi, 24 Maggio 2012

Ultimo aggiornamento24.05.2012 11:27

Tu sei qui Unisa Unisa, in forse anche i corsi: 2 ricercatori su 3 pronti a bloccare le lezioni

Unisa, in forse anche i corsi: 2 ricercatori su 3 pronti a bloccare le lezioni

Non solo blocco degli esami e delle sedute di laurea: i ricercatori dell'università di Salerno, in linea con quanto sta succedendo a livello nazionale, si preparano a ben altre forme di protesta per esprimere il loro forte dissenso nei confronti della riforma del ministro Gelmini.

I ricercatori dell'ateneo salernitano, infatti, sono pronti a bloccare anche i corsi per il prossimo anno accademico: quasi il 67% si è reso indisponibile per la didattica non prevista per legge; in poche parole, più di 2 ricercatori su 3 non hanno dato la loro disponibilità a tenere corsi di laurea all'interno dell'università di Salerno.

Una decisione che potrebbe influire non poco sul regolare svolgimento delle lezioni, visto che oltre il 50% dei corsi sono tenuti da ricercatori. La notizia, già nell'aria da tempo, ha ora anche il conforto dei numeri, grazie ai dati raccolti dalla Rete 29 Aprile (Ricercatori per una università pubblica, libera e aperta) e dal Coordinamento dei ricercatori torinesi.

Sui 66 atenei presenti in Italia (secondo i dati del Miur), il coordinamento ha raccolto i dati sull'adesione alla protesta in 38 università, per un totale di 263 facoltà. Su oltre 14mila ricercatori intervistati in tutta Italia, 8733 (il 62%) si sono dichiarati indisponibili alla didattica non obbligatoria per legge, aderendo allo stato di agitazione.

Tra i dati delle singole università spicca anche il dato di Salerno, con una media del 66.08%. Una percentuale non altissima (in alcuni atenei, come L'Aquila, Roma Tor Vergata e Milano la percentuale si attesta intorno al 90%) ma comunque sintomatica di un malessere diffuso tra i ricercatori salernitani, pronti ad una nuova forma di protesta.

Nello specifico, i ricercatori che hanno dato la propria indisponibilità alla didattica sono 26 su 45 per Economia, 31 su 31 per Farmacia, 43 su 71 per Ingegneria, 42 su 69 per Lettere e 47 su 70 per Scienze Matematiche Fisiche e Naturali (mancano ancora i dati di Giurisprudenza, Lingue, Scienze della Formazione, Scienze Politiche). Proprio la facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, inoltre, potrebbe essere la prossima ad allinearsi a quanto già fatto in questi giorni di luglio da Ingegneria, Lettere e Farmacia.

L'estate universitaria, come quella climatica, continua dunque ad essere particolarmente "calda".

Giampiero Somma

Commenti

 
#1 Ospite 2010-07-06 13:55
Alla sapienza di Roma il consiglio della facoltà di Scienze Umanistiche si è riunito e ha prodotto un documento in cui afferma che se non ci saranno sensibili modifiche al ddl, l'offerta formativa per il prossimo anno accademico non potrà essere garantita. dunque i corsi di laurea non saranno attivati. E' una cosa che dovrebbe far rabbrividire per la gravità e per le conseguenze che un'azione del genere potrebbe avere. ma forse è proprio questo quello a cui la Ministra sta mirando: l'annichilimento delle università. è uno schifo.
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