La protesta dei docenti universitari contro la riforma Gelmini si tinge di polemica a pochi giorni dall'inizio del blocco degli esami, inaugurato dalla facoltà di Ingegneria e che si voleva allargare a tutte le altre facoltà dell'ateneo salernitano.
Il caso che ha fatto scoppiare polemiche e proteste è quello della facoltà di Lettere e Filosofia che, proprio ieri, con un comunicato apparso sul sito dell'Università, annunciava l'adesione allo sciopero ed al blocco degli esami fino all'11 luglio.
La sorpresa, però, l'hanno avuta gli studenti che questa mattina hanno visto alcuni professori presentarsi regolarmente in aula per gli appelli; grande disappunto soprattutto da parte di pendolari e fuori sede, i quali, saputo dello sciopero, non si erano recati all'università ed hanno perso l'appello d'esame (che, in alcuni casi, potrà essere recuperato solo a settembre).
A svolgere le prove solo quei pochi studenti che, recatisi in ateneo per altri impegni, hanno avuto la sorpresa degli esami in svolgimento e quindi hanno provato ad avvertire i compagni di quello che stava accadendo. Sollecitati a dare spiegazioni, i docenti avrebbero risposto agli studenti di presentarsi in ateneo giorno per giorno, per controllare la situazione e vedere quali esami si svolgono e quali invece no.
"E' una situazione assurda - dicono molti giovani - lo sciopero, con conseguente blocco degli esami, doveva essere un segnale forte per mettere in difficiltà il governo, invece stiamo pagando noi studenti". Molti ragazzi hanno anche denunciato che, a tenere gli esami, sono stati anche i docenti che avevano dato la propria adesione allo sciopero. La reazione degli studenti è stata immediata: alcuni potrebbero decidere di rivolgersi agli avvocati per veder tutelati i loro diritti.
I problemi, però, non finiscono qui: con lo sciopero, infatti, molti appelli sono stati spostati alle 2 settimane finali di luglio, andandosi a sovrapporre alle date di esame precedentemente fissate. La conclusione, almeno per il momento, è che numerosissimi studenti si sono trovati con 5 appelli d'esame nell'arco di una settimana, alcuni anche in contemporanea o nello stesso giorno. "Con lo sciopero - afferma uno dei ragazzi - mi sono ritrovato all'improvviso con 5 appelli in 4 giorni, due dei quali nello stesso giorno".
Per nulla contenti di quello che sta avvenendo, gli studenti hanno chiesto di indire un incontro per domenica, al quale dovrebbero partecipare anche i docenti ed il preside della facoltà di Lettere.
G.S.
Caos a Lettere, studenti contro il 'dietrofront' dei docenti: "Assurdo, paghiamo noi"






Commenti
Mi fai sorridere, davvero... spiegami quale dovrebbe essere il mio presunto credo. Rientrerei anche io nel rango dei "comunisti"? Parli di quella neo-categoria tanto cara all'attuale premier che dipinge come tali tutti quelli non si allineano? Nel tuo discorso, ribadisco, non c'è ragionamento, si allude a concetti qualunquisti, si generalizza, si punta il dito contro qualcosa di indeterminato. Forse è il fumo della bieca ideologia che non ti permette di ragionare. Argomenta pure!
Solo per gente come te non riesco a trovare nessuna spiegazione che non chiami in causa la psicologia.