Giovedi, 9 Febbraio 2012

Ultimo aggiornamento09.02.2012 16:29

Tu sei qui Unisa La Facoltà di Medicina nella tradizione della Scuola Medica Salernitana

La Facoltà di Medicina nella tradizione della Scuola Medica Salernitana

A 5 anni dalla firma dell’accordo di programma, sottoscritto dall’allora Ministro Moratti e dalle autorità Provinciali e Regionali, che ha permesso la costituzione della facoltà di medicina presso l’ateneo salernitano, si è oggi tenuto un convegno per riflettere sui progressi che la facoltà stessa ha ottenuto nel tempo.

Afferma il Magnifico Rettore Raimondo Pasquino, rivolgendosi al Ministro della Salute Fazio intervenuto all’incontro: “Quando ci avviammo sulla strada dell’accordo di programma, sembrava particolarmente difficile pensare di portare a compimento un’aspirazione, propria della città e del territorio salernitano tutto, di riavere la Scuola Medica Salernitana, che ha rappresentato in passato una storia gloriosa per gli studi di medicina.

Dopo la chiusura nel 1811 della Scuola, potremmo di nuovo, tra 2 anni, annoverare dei medici tra i nostri laureati. Oltre alle autorità devo ringraziare anche le altre università che hanno contribuito alla creazione di tale corso di studi: abbiamo dimostrato che è possibile la convivenza di più facoltà di medicina sullo stesso territorio ed insieme abbiamo prodotto 4 anni di attività didattica (3 di formazione di base ed 1 di formazione clinica), senza avere mai un dissenso”.

Insomma non vi è stata quella gemmazione che di solito produce un depauperamento delle risorse. La neonata facoltà di medicina collaborerà, come previsto, con l’azienda ospedaliera salernitana, diretta attualmente dal sig. Bianchi, che ha offerto la sua totale disponibilità per dar vita a tale sinergia tra l’azienda e l’università, dando vita alla trasformazione dell’azienda stessa in azienda ospedaliera universitaria.

Prende la parola l’on. Edmondo Cirielli, Presidente della Provincia di Salerno, che ha tenuto a precisare la continuità storica che si è mantenuta attraverso la realizzazione di tale facoltà, oltre al fatto che una provincia vasta come la nostra non possa esserne priva: avverrebbe così, non solo una riqualificazione del diritto alla salute dei cittadini del territorio, ma il territorio stesso si arricchirebbe di una struttura culturale notevole. Il presidente della provincia spera che, nonostante la difficile situazione economica, si possa non abbandonare tale iniziativa che necessita ancora di qualche contributo.

Dopo l’intervento tecnico del sottosegretario al Ministero dell’istruzione dell’Università e della Ricerca, conclude il Ministro della Salute Ferruccio Fazio. Questi, stupito di “trovare una realtà così compiuta”, afferma: “Il fatto che tale facoltà non nasca da gemmazione ma da un accordo di programma autonomo è importante, perché si sviluppa non come conquista progressiva di un’università e quindi consente di creare l’oggetto come si vuole dall’inizio.

Tra l’altro il numero di studenti accettato, 100 per ogni anno, è una dimensione buona perché permette un rapporto tra gli stessi e i docenti, di cui la medicina ha bisogno. Auspico un buon futuro per questa facoltà sia dal punto di vista della didattica, sia della pratica per lo stretto rapporto col territorio”.

Conclude il suo intervento mostrando gioia per la collaborazione con la Regione, in cui si è registrato un nettissimo cambiamento di tendenza: prima una regione con dialogo difficile, mentre ora è vi sono aggiustamenti e accordi continui, che permettono uno sviluppo positivo. Naturalmente non sono soltanto le autorità che devono mobilitarsi, ma anche i cittadini, perché i servizi siano migliori e più pronti.

Valeria Valese

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