Si è concluso nel pomeriggio di venerdì il convegno organizzato presso l’aula dei Consigli di Facoltà del Campus universitario di Fisciano dal Dipartimento dei beni Culturali su “L’Olpe Chigi. Storia di un àgalma”. Una due giorni che ha registrato la partecipazione di numerosi ricercatori ed archeologi internazionali e che ha determinato un prezioso ed autorevole contributo alla ricerca scientifica nell’ambito degli studi di archeologia.
L’Olpe Chigi, conservato presso il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma, è un'antica olpe (brocca) che rappresenta uno dei capolavori della pittura polìcroma del VII secolo a.C. dipinta a Corinto intorno al 640 a.C. commercializzata successivamente a Veio (Italia centrale). Riporta con straordinaria lucidità, armamenti, armature e tecniche di combattimento di quel periodo. Uno straordinario reperto archeologico, dunque, intorno al quale continua ancora oggi lo studio e la ricerca scientifica. Il Convegno, organizzato presso l’Università di Salerno, ha costituito pertanto una preziosa occasione di relazione e confronto fra i più autorevoli studiosi della materia.
“Il gruppo archeologi dell’Università di Salerno” - ha detto il Prof. Mauro Menichetti, Direttore del Dipartimento di Beni Culturali - “registra oggi due eccellenze di livello internazionale. Uno studio approfondito sull’arcipelago delle immagini del mondo classico e, in particolare, un giacimento di esperienze, strumentazioni e professionalità per le ricerche sul campo e la loro applicabilità circa la cosiddetta “archeologia preventiva” che, per Legge, deve essere attivata per qualsiasi intervento strutturale sul territorio”. Un complesso di ricerche, pertanto, e un vivaio di osservazioni ed esperienze al servizio delle comunità.
Archeologi internazionali a confronto su "Olpe Chigi"





