Al CERN (Centro Europeo per la Ricerca Nucleare) di Ginevra è in corso un esperimento davvero rivoluzionario, consistente in una esplosione record di energia che dovrebbe rivelare agli scienziati l'origine dell’universo e la sua evoluzione futura. Il cuore dell’esperimento è LHC, Large Hadron Collider, l’acceleratore più potente del mondo: al suo interno corrono particelle quasi alla velocità della luce, che collidono fra loro e ne generano di nuove, permettendo così di "riportare" la materia all’indietro di 14 miliardi di anni.
Un nutrito gruppo di ricercatori dell'Università di Salerno (prof. Mario Fusco Girard, prof. Salvatore De Pasquale, dott. Tiziano Virgili, dott.sa Annalisa De Caro, dott. Daniele De Gruttola, dott.sa Paola Pagano, dott. Giovanni Patimo) è fortemente coinvolto nell'Esperimento ALICE, una collaborazione internazionale costituita da oltre 100 istituzioni scientifiche. I ricercatori di Salerno hanno contribuito alla progettazione, costruzione, installazione del grande rivelatore di "tempi di volo" (TOF), una struttura di oltre 160 mq in grado di misurare il tempo di passaggio delle particelle nell'ordine della decina di picosecondi. I rivelatori citati, insieme a tutto l'apparato ALICE, hanno risposto egregiamente alle prime collisioni ad una energia mai finora esplorata.
Nel filmato in calce, è possibile notare i numerosi punti rossi sparsi all'interno del cilindro rosa. Essi sono i punti di impatto delle particelle prodotte nella collisione con il rivelatore di tempo di volo (TOF), non rappresentato in figura per ragioni di visualizzazione. Tali punti sono uno dei frutti del lavoro di ricostruzione degli eventi e della loro visualizzazione, portato avanti dal gruppo di Fisica Subnucleare di Salerno.
Il gruppo di Salerno dell'esperimento ALICE ringrazia il Dipartimento di Fisica "Caianiello" dell'Università di Salerno e il Gruppo Collegato dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Salerno per avere reso possibile il successo in questa entusiasmante sfida scientifica e per il supporto sempre offerto a questa pluriennale fatica che comincia adesso a mietere frutti importanti.
Al CERN si studia l'origine della materia, grande contributo dei ricercatori Unisa





