Si è svolto stamane il primo incontro del convegno organizzato presso la Scuola di Giornalismo dell'Università di Salerno, dal titolo "L'Italia ed i processi di integrazione interno-esterna".
Il secondo appuntamento è previsto per domani, sabato 27, alle 10.00 nell'Aula Parrilli del Palazzo di Giustizia di Salerno. In occasione del convegno sono stati presentati due volumi, rispettivamente la II edizione del volume del Prof. Panebianco, dal titolo "Il G8-2009, sistema multi-regionale di stati", e "Prospettive del diritto internazionale dell'integrazione, Quaderni del Dipartimento di Diritto Pubblico Generale e Teoria delle Istituzioni", del Prof. Manzolillo.
Presenti il Magnifico Rettore Pasquino, il Prof. Luigi Kalb, Direttore del Dipartimento di Diritto Pubblico Generale e Teoria delle Istituzioni, i docenti Massimo Panebianco, Giuseppe Di Genio e Vitulia Ivone, la Dott.ssa Teresa Russo, Ricercatore di diritto internazionale della Facoltà di Giurisprudenza, il Dott. Francesco Buonomenna, Ricercatore di diritto internazionale della Facoltà di Giurisprudenza, la Dott.ssa Daniela Marrani, Ricercatore di diritto internazionale della Facoltà di Economia, ed i Dottori di Ricerca Anna Lisa Verdecchia, Pasquale Borea e Miriam Immediato.
La parola passa subito al Prof. Panebianco, che espone alcune riflessioni economiche e politiche. "La Cina è una potenza economica straordinaria, - afferma Panebianco, docente Ordinario di Diritto Internazionale alla Facoltà di Giurisprudenza - la seconda potenza economica mondiale a parità di potere d'acquisto. C'è una diffusa lentezza europea ed italiana. Il G20 non garantisce decisioni rapide, e quindi si apre l'enorme dibattito sul G2, con l'asse privilegiato USA-Cina, e l'economia interdipendente è il vero paradigma tra le due. Ma a questo proposito i cinesi non vogliono il G2, perchè per i cinesi nessun tavolo si regge su due gambe, e preferirebbero un G4 od un G5".
E' il Prof. Giuseppe di Genio, docente Associato di Diritto Pubblico Comparato. "Il testo del Maestro Massimo Panebianco è di carattere generale e crea un senso di legame profondo tra il diritto costituzionale ed internazionale, creando appunto un collegamento tra integrazione e diritto costituzionale. Il legame sul piano della creazione di un diritto costituzionale globale è kantiano, impossibile da raggiungere nella realtà, con modelli di integrazione organizzativa e non. E' fallita anche la struttura umanistica, la vera interpretazione è quella che passa attraverso questi aspetti. Il Prof. Panebianco è uno dei pochi autori salernitani ad essere stato tradotto all'estero".
"Grazie al Prof. Panebianco, - ringrazia la Prof. Vitulia Ivone, docente Associata di Diritto Privato alla Facoltà di Giurisprudenza - che con affetto mi ha voluto oggi in questo luogo, ulteriore testimonianza della generosità del maestro. Ho compiuto un'attenta lettura del volume, ed il compito del Dott. Manzolillo è stato arduo ed impervio. Questo lavoro è davvero il prodotto di una maturità scientifica, con una prevalenza della produzione normativa comunitaria su quella interna. Il volume risponde alle esigenze di una severa analisi dei meccanismi di carattere globale, giungendo alla fine del libro (456 pag) al diritto euroamericano ed euroasiatico. I tratti essenziali del progetto europeo possono essere compresi solo con un sguardo al passato. Le ragioni storiche ci aiutano a capire le ragioni giuridiche, in Europa sono state le rivoluzioni del '700 a generare le costituzioni. Oggi si parla di modernità liquida, è impraticabile il ritorno alla certezza che le carte rimangono nel tempo, poichè il tempo presente è in continua mutazione. Per questo volume il plauso al Maestro Panebianco".
A questo proposito la parola passa ad un Ricercatore di Diritto Internazionale, la Dott. Teresa Russo. "Grazie al Prof. Panebianco ed al Prof. Luigi Kalb, ed a tutti gli altri presenti. Il titolo della conferenza è in stretta connessione con i due libri, sia per la recezione interna della normativa internazionale ed europea, sia la recezione esterna dell'esercizio delle funzioni statali. Questa seconda edizione trova il suo senso ed il suo fondamento al di fuori dei confini nazionali: senza essere astratta questa teoria trova il suo fondamento nella dottrina tedesca, che trova oggi un suo estremo interesse per tutti gli studiosi di diritto internazionale. L'esigenza è quella di un ordine internazionale democratico fondato sul multilateralismo, per un sistema di governabilità ed integrazione".
"Grazie perchè oggi è la cattedra di dottrine dello stato a presentare questo convegno, cattedra a cui afferisco da un decennio sotto la guida del Prof. Petrecca che purtroppo non è più con noi. Grazie al Prof. Panebianco ed al Prof. Kalb, e sentitamente a tutti i miei colleghi perchè sono stati davvero preziosi". A questo punto, dopo un momento di viva commozione, la Dott. Anna Lisa Verdecchia, prosegue il suo discorso. "La grande notizia giornalistica di oggi è che la Cina in questo volume è la grande novità, poichè come ha delineato prima il Prof. Panebianco il G2 è presente nella prefazione che è tradotta in inglese ed in cinese. Abbiamo intuito già che la grossa novità è questo cambiamento di polo che si sposta dall'Europa al tratto Asiatico-Pacifico: un incontro sconto al cui centro è posizionata l'Europa, immobile solo in senso pragmatico".
Monica Merola
"L'Italia ed i processi di integrazione interno-esterna", due giorni di incontri alla Scuola di Giornalismo





