Home Salernitana Dal campo DASPO di 2 anni a Montervino

DASPO di 2 anni a Montervino

Il questore di Caserta ha firmato il Daspo per la durata di 2 anni a Francesco Montervino, centrocampista della Salernitana che, dopo aver segnato nella trasferta di Aversa di domenica scorsa, avrebbe esultato insultando e sputando ai tifosi di casa. Dall'esultanza, secondo il Giudice Sportivo che l'ha squalificato per sei partite, sarebbero derivati i tafferugli tra le due tifoserie nell'intervallo del match. Va ricordato che il Daspo impedisce ai giocatori di assistere come spettatori agli eventi sportivi ma non di prendervi parte sul campo. Un altro calciatore granata, Ciro Ginestra, sta scontando una Daspo di un anno per aver rifilato una testata a Giuffrida, calciatore della Vigor Lamezia.

"Bisogna fare una riflessione sulla responsabilità attribuita al comportamento di un giocatore, e noi come Assocalciatori la faremo": è il commento del presidente Aic, Damiano Tommasi, alle 6 giornate di squalifica inflitte dal giudice sportivo di Lega Pro a Francesco Montervino, giocatore della Salernitana, per l'esultanza con "insulti e sputi" ai tifosi avversari - secondo quanto scrive il giudice nelle sue motivazioni - da cui sono nati incidenti tra le tifoserie dell'Aversa e della Salernitana. "Un conto è la valutazione sul comportamento del giocatore - spiega Tommasi - e non c'é dubbio che dobbiamo lavorare sulla responsabilità in campo dei nostri associati. Però mi fanno riflettere le motivazioni, il fatto che il gesto di Montervino sia additato come miccia degli incidenti. Dove cominciano e dove finiscono le responsabilità di un giocatore?". Tommasi fa notare che il clima allo stadio di Aversa era già surriscaldato, come testimonia anche la sentenza (si parla di multa all'Aversa per sputi dei tifosi ai giocatori della Salernitana nel riscaldamento pre-gara); sottolinea che le immagini video indicherebbero che il comportamento di Montervino "non appare così ingiurioso" come sottolineato nella sentenza e che l'esultanza è rivolta alla tribuna centrale dove c'erano sostenitori di tutte e due le squadre, non verso la curva avversaria; infine si fa una domanda: "Se gli incidenti fossero continuati fuori, che peso si sarebbe dato al gesto di Montervino? Ripeto: sulla responsabilità dei calciatori stiamo lavorando e dobbiamo lavorare ancora. Ma va aperta una riflessione: fin dove arriva quella responsabilità?".

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