Giovedi, 24 Maggio 2012

Ultimo aggiornamento23.05.2012 23:40

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I bagni d'umiltà di Varrella

La stagione 1996-1997 viene ricordata come una delle più tribolate nella storia della Salernitana, con tanto di cambio di allenatore in corsa, organico più volte rimescolato e salvezza strappata al terzultimo turno.

Ma a modo suo è anche un'annata storica perchè, ad oltre 40 anni dall'attaccante magiaro Kincses (8 reti in 32 partite complessive), in granata si rivedono gli stranieri. La Federazione, infatti, arricchisce le panchine (7 giocatori invece di 5) ed apre anche alla cadetteria le porte dell'oltrefrontiera.

Si tratta di indovinare la mossa. Il ds Peppino Cannella, in tal senso, non è molto fortunato: a Salerno sbarcano gli olandesi Jansen e Ferrier, l'australiano Tiatto e il sudafricano Masinga. Solo quest'ultimo offrirà un certo contributo alla causa, Ferrier invece fa quasi subito le valigie alla volta di Catania.

Al resto della pattuglia, composta in buona parte dai riconfermati (Chimenti, Grimaudo, Facci, Breda, Ricchetti, Rachini, Pirri, Tudisco, Pisano), si affiancano il terzino Tosto (di rientro da Avellino) ed il trio di centrali difensivi Rosa-Moro-Sadotti, candidato a diventare molto presto la disperazione di Tommaso D'Angelo, voce granata sulle frequenze di Radio Salerno City. Nel ruolo di allenatore è confermato Franco Colomba, chiamato a migliorare il beffardo 5° posto del campionato precedente.

L'inizio non è dei migliori: la Salernitana vince in casa ma stecca regolarmente in trasferta. La coppia d'attacco Pisano-Jansen non è in sintonia, si pensa per carenza di "rifornimenti". Viene allora ingaggiato l'esperto fantasista Dell'Anno, ex Udinese ed Inter, poi il centravanti Artistico (Pisano se ne va al Genoa tra i fischi), ma la situazione resta inalterata.

Anche la difesa non è il massimo: Rosa è piuttosto grezzo tecnicamente (memorabile il "Non vi dico che cosa hanno combinato Rosa e Chimenti!" di Tommaso D'Angelo), Moro appare troppo timoroso ed incerto (anche lui rimedia accalorate invettive dal radiocronista). La classifica è sempre più preoccupante, la Salernitana annaspa nei bassifondi. Fra i tifosi serpeggia il malumore, che diventa aperta contestazione allo scadere del girone d'andata: domenica 19 gennaio 1997, il confronto interno col Venezia (0-0) è tutto un coro contro Colomba, che viene esonerato all'indomani del pesante 3-0 rimediato a Reggio Calabria la domenica successiva.

Lo rimpiazza Franco Varrella, l'allenatore "filosofo", ex braccio destro di Arrigo Sacchi in nazionale. Il nuovo mister, romagnolo proprio come Sacchi, parla di "fiducia da riconquistare da parte della squadra", di "mattoni da apporre uno sull'altro per costruire la salvezza" e soprattutto "di bagni di umiltà" a profusione. E' questa la ricetta per la sopravvivenza in serie B.

Varrella deve però aspettare la quarta partita, contro la Lucchese, per raccogliere la prima vittoria: Artistico si sblocca e firma lo striminzito 1-0 finale. Fuori casa, tuttavia, i dolori continuano. "Memorabili" le sconfitte di Cesena (2-1) e Cosenza (3-1), cui il sottoscritto assiste da una poltrona del Càpitol (all'epoca andava di moda la visione delle trasferte nelle sale cinematografiche).

In Romagna ci condanna un gol di Piangerelli a tempo scaduto, che scatena la folcloristica reazione - all'uscita dalla sala - di un incallito tifoso, insospettabile nel suo fagotto giacca-cravatta: un secco, preciso riferimento alle condizioni del suo apparato riproduttivo. Da antologia.

Durante il match in Calabria, invece, dalle ultime file si leva il grido "Luce, voce, tuttooo" - efficace sintesi della precaria resa audio/video - accompagnato dal perentorio "Miett' a Tummasòne", esplicito invito a sostituire il malfunzionante sonoro Tele+ con la più coinvolgente cronaca "nostrana".

Scherzi a parte, la stagione non svolta, almeno fino al 4 maggio: un Arechi stracolmo applaude il 4-1 rifilato al Brescia, con Masinga mattatore (2 reti). Il pareggio strappato coi denti a Lecce (2-2), in rimonta, e la vittoria infrasettimanale in notturna (1-0) col Ravenna di Novellino danno ai granata la motivazione - e soprattutto i punti - per chiudere la pratica salvezza.

Domenica 25 maggio è ancora Masinga, catapultato in fretta e furia all'Arechi dopo la partita con la nazionale sudafricana in Inghilterra, a piazzare la stoccata; ne fa le spese il modesto Castel di Sangro, piegato 1-0 a due minuti dalla fine. L'obiettivo è centrato, pressochè ininfluenti il soporifero 1-1 di Venezia e l'1-3 della Reggina all'Arechi nell'ultima giornata. Ma è già in cantiere il Dream Team che spazzerà via tutti ed approderà in A nel 1998.

PS Franco Varrella torna "sul luogo del delitto" nella stagione 2002/2003 per cercare di risollevare le sorti della Salernitana "sperimentale" di Zeman, senza però riuscire nell'impresa del 1997. Poco male, la squadra (ultima in classifica) è ripescata in virtù della riforma del campionato cadetto "imposta" dai risvolti del "Caso Catania".

Luigi Cerone

Commenti 

 
#1 Alberto 2012-02-24 19:55
Sei un Grande Giggìì....!!! c vediamo domani....
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