Giovedi, 24 Maggio 2012

Ultimo aggiornamento23.05.2012 23:40

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Il Torneo Anglo Italiano la nostra Champions

Salerno Città Europea. Nel calcio, anche se in piccolo, lo è stata. Non mi riferisco alle diverse esibizioni della Nazionale sul prato dell'Arechi - Under 21 o Maggiore che fosse - nè all'infausto match di Coppa Uefa Fiorentina-Grasshoppers (costato tante grane ai viola ed ai granata per un famigerato scoppio di petardo nei pressi di un guardalinee).

Penso piuttosto al mitico Torneo Anglo-Italiano, competizione nata nel 1970 e soppressa nel 1996 causa scarso interesse mediatico e tecnico (soprattutto negli ultimi anni, le squadre si presentavano all'appuntamento schierando mezza Berretti o incalliti panchinari).

La competizione metteva di fronte, almeno nella formula recente, 8 squadre del campionato inglese ed italiano: le 4 neo-retrocesse nella Lega Inferiore (Prima Divisione in Inghilterra, Serie B in Italia) e le "migliori" NON promosse in massima serie. In soldoni, una "festicciola delle deluse".

Nel 1995-1996, la Salernitana, reduce dall'incredibile 5° posto in B della stagione precedente, fu inserita nel Girone B con Brescia, Foggia, Reggiana, Ipswich Town, Stoke City, Southend Utd e West Bromwich Albion. Nell'altro Girone figuravano Ancona, Cesena, Genoa, Perugia, Birmingham City, Luton Town, Oldham Athletic e Port Vale.

Due raggruppamenti da 8 all'italiana, con incontri unici per designare le migliori 4 dell'uno e dell'altro; a seguire, 2 semifinali "italiane" e 2 "inglesi", poi la finalissima. A dir poco cervellotico.

I granata esordiscono il 5 settembre 1995 all'Arechi contro il West Bromwich, bissando lo 0-0 di 2 giorni prima in campionato contro il Chievo al Bentegodi. L'11 ottobre, sfida al "Britannia Stadium" contro i biancorossi dello Stoke [che nella stagione 2010-2011 hanno addirittura disputato la finale di Coppa d'Inghilterra col City, qualificandosi di diritto all'Europa League]: Amore e Logarzo si rivelano cecchini implacabili dal dischetto e riequilibrano i vantaggi parziali firmati da Peschisolido (4° pt) e Wallace (1° st); tre giorni prima, la compagine di Colomba perde 1-0 il derby di Avellino, deciso da un gran tiro di Calvaresi dal limite dell'area.

L'8 novembre il primo (ed unico) successo nella manifestazione: l'eroe del match è Luis Landini, autore di una doppietta. Inutile la rete di Redis, finisce 2-1. In campionato non è un gran momento, pesa il fresco 0-2 rimediato a Salerno contro la Reggina del bomber Aglietti.

A due settimane dal Natale, il 13 dicembre, l'ultimo confronto del Girone, al "Portman Road" di Ipswich: i "blues" schiantano la Salernitana con Molbray e Gregory, eppure la squadra presieduta da Aliberti si piazza quarta e si qualifica per la semifinale italiana. Più che altro una seccatura. La domenica prima, il Perugia impatta 1-1 all'Arechi.

Alla Salernitana tocca il Genoa, gara unica a Marassi il 17 gennaio 1996 (a 4 giorni dal rovescio interno col Pescara di Giampaolo). L'altra semifinale tricolore è Foggia-Cesena.

Nella città di Colombo, i tempi regolamentari si chiudono sullo 0-0. Si va ai rigori. La Salernitana piazza un filotto rassicurante e si porta sul 3-1: segnano Logarzo, Rachini e Cudini, per i rossoblu realizza "Nippo" Nappi (Onorato e Francesconi sbagliano). La ruota gira all'improvviso, impietosamente: Pirri e Ferrante, autore quest'ultimo di un "cucchiaio" inguardabile, falliscono, al contrario di "Gennarino" Ruotolo e l'aeroplanino Montella. 3-3.

Iuliano e Pagliarini vanno a bersaglio. 4-4. E' l'insospettabile Breda a mancare il gol, offrendo al salernitano Torrente il match point che spinge il Genoa in finale. Travolgerà il Cesena con un complessivo 5-0 (0-4 all'andata in Romagna, 1-0 in Liguria). A dire il vero, non ci manca affatto il Torneo Anglo-Italiano!

Luigi Cerone

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