Domenica 31 gennaio 1999, 19a giornata del campionato di serie A. Due mesi dopo la sconfitta beffa per mano dell'Inter, vittoriosa solo al 95° grazie ad un "tiraccio" di Javier Zanetti, la Salernitana si ripresenta alla "Scala del Calcio", lo stadio Giuseppe Meazza, per affrontare il Milan di Zaccheroni.
I rossoneri hanno 36 punti ed occupano il 3° posto, staccati di 5 lunghezze dalla scatenata Fiorentina di Trapattoni e di 2 dalla Lazio di Eriksson. Di contro, i granata annaspano al penultimo posto - assieme a Sampdoria e Vicenza - con 16 punti, segue il fanalino di coda Empoli a 15.
Rossi manda in campo una sorta di 4411: Balli in porta, Bolic e Del Grosso terzini, Fusco e Fresi centrali; M. Rossi e Tosto esterni di centrocampo, Bernardini e Breda "mediani", Giampaolo in appoggio a Di Vaio.
Zaccheroni presenta il suo classico 343: Abbiati, Sala, Costacurta, Maldini, Guly, Ambrosini, Boban, Ziege, Bierhoff, Morfeo, Weah.
Spronati dalla vittoria della domenica precedente contro la Roma, superata 2-1 all'Arechi, i "nostri" affrontano la trasferta lombarda senza alcun timore reverenziale, rispondendo colpo su colpo alle iniziative della ben più blasonata avversaria. Sotto gli occhi di Naomi Campbell, ospite in tribuna vip.
Neanche 180 secondi e Bierhoff accende la miccia: cross di Guly dalla fascia destra e incornata imparabile dell'ariete tedesco. 1-0. Trascorrono si e no 4 minuti e la Salernitana pareggia: Di Vaio, a ridosso dell'area piccola, gira di testa all'angolino, Abbiati smanaccia con un prodigio (regalerà lo scudetto ai rossoneri con una parata di analogo spessore), irrompe Giampaolo che scarica in rete. 1-1.
Altri 7 minuti e il settore granata esplode: Del Grosso addomestica un pallone sulla trequarti sinistra e da circa 25 metri lascia partire una cannonata che si insacca all'incrocio. Abbiati è impotente, Del Grosso incredulo. Il terzino elude l'abbraccio dei compagni e corre "invasato" in direzione della panchina, affogando nell'abbraccio collettivo. Il paragone con Tardelli al Mundial spagnolo non è poi così "dissacrante".
La gioia dura poco, però. Al 25°, ingenuamente, mezza squadra granata (in bianco, per l'occasione) "filosofeggia" nei paraggi dell'arbitro Pellegrino per una punizione contesa; il calcio piazzato è battuto velocemente a beneficio di Bierhoff, che serve a Weah un pallone da spingere soltanto nella porta sguarnita. 2-2 e non è passata nemmeno mezz'ora di gioco.
Come detto, la Salernitana accetta la bagarre e prova ad alzare il ritmo, nel tentativo di sorprendere la lenta difesa locale: Marco Rossi si infila in un corridoio in verticale e viene stoppato sul più bello - alla "disperata" - da Maldini ed Abbiati. Sull'altro fronte, è il solito Bierhoff a creare problemi, ovviamente sempre su di testa, ma Balli vola come Batman e gli dice di no. Il tempo si chiude senza altri sussulti.
Ad inizio ripresa, il Milan prova a mettere in chiaro le cose. Morfeo fa le prove generali quando imbecca Weah che si incarta davanti a Balli. Troppi spazi si aprono nella difesa della Salernitana. Puntualmente, al 60°, il Milan ne approfitta: Morfeo ha tutto il tempo di prendere la mira e di pescare la testa di Bierhoff in mezzo all'area; il tedesco svetta e - in "condiminio" con Bolic - piazza la sfera sotto la traversa. 3-2.
Proprio Bolic è il primo a suonare la carica, 3 minuti dopo, ma la sua incornata su calcio d'angolo è neutralizzata da un miracolo di Abbiati. Al 76° Di Vaio penetra in area dalla destra, botta rasoterra e palo! Il Milan accusa il colpo e si siede, la Salernitana guadagna metri e si riversa in attacco. Di Michele si smarca in piena area, sistema la palla e scarica una botta mancina verso l'incrocio: Mino Tàveri di Tele+ urla praticamente "gol", salvo poi correggere in "traversa"! Sembra impossibile, ma è il secondo legno a distanza di pochissimo.
Bierhoff stempera la pressione con due infruttuosi tentativi, ma la Salernitana è ancora in zona d'attacco. Abbiati argina Di Vaio in uscita, è calcio d'angolo: Bernardini scodella al centro, capitàn Fresi impatta il pallone e la parabola - manco a dirlo - si spegne sulla traversa. Su questo episodio si chiude la seconda trasferta amara al Meazza; certo, sulla carta non è contro Milan e Inter in trasferta che si vanno a conquistare punti salvezza, ma con 3 gol e 3 traverse "all'attivo" si mastica solo rabbia...
Luigi Cerone







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