Giovedi, 24 Maggio 2012

Ultimo aggiornamento23.05.2012 23:40

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Alla scoperta delle emozioni

Le emozioni: felicità, dolore, gioia, sensi di colpa. Possiamo imparare a gestirle per uno sviluppo armonioso della personalità che si traduce in benessere della persona.

Ce ne parla Anna Maria Merola, psicologa-psicoterapeuta e volontaria dell’associazione “Ricino Rifiorito” durante l’incontro “L’alfabeto dell’emozione”, tenutosi giovedì 25 marzo presso la sede dell'associazione (via Alario, 4)

Cosa sono le emozioni?
“Gli stati basati su reazioni biochimiche del corpo che influiscono sul comportamento”. Io: “... come mi sento”!

Sono sempre positive?
Più che distinguere le Emozioni in positive e negative, le differenzierò in “utili” e dannose; la terminologia è ardita, ma porta alla libertà/indipendenza emozionale: sentirsi “bene” perché tutti possono agire sulla propria “struttura interna”, cioè “la mappa” che ciascuno di noi porta dentro di sé per orientarsi nel mondo e interpretare la realtà

In quali casi sono negative?
Quando le coltiviamo e ce le teniamo strette strette!

Bisogna sempre esprimerle?
Per decidere o meno di esprimerle, dobbiamo prima diventarne consapevoli e chiederci a “cosa” ci porterà trasmettere gioia, rabbia, delusione, paura. Generalizzando moltissimo, non andrebbero represse, ma riconosciute attraverso la tecnica delle “domande utili” e decidendo come agire in base alle risposte ci diamo

Per lo sviluppo dell’animo umano, sono necessarie più emozioni o più razionalità?
Mettere un po’ di cuore nel cervello e un po’ di cervello nel cuore

Il corpo e le emozioni sono collegate?
Noi siamo un’unità mente/corpo-spirito/psiche. Il corpo vive e trasmette emozioni. Quando sono disutili è facile che il corpo ne risenta. Può capitare che proprio un malessere fisico (vedi in proposito “Malattia e Destino” di Thorwald Dethlefsen) ci spinga, anche per la sua “collocazione” nel corpo, a chiederci che tipo di emozioni/sentimenti/sensazioni sto coltivando o reprimendo e a comprendere il significato di “quel” disturbo. Vale anche il contrario: modificando la fisiologia, posso modificare il mio stato d’animo

Quando si raggiunge un equilibrio tra cuore e mente?
Quando impariamo che possediamo il potere di scegliere come vogliamo sentirci per la maggior parte del tempo

Una sua esperienza in proposito
Ho lavorato a lungo sugli stati d’animo collegati alla presenza dei “sensi di colpa”. Esempi: madre che lavora; madre che trascura i figli, eccetera. Sono tra i tormenti più inutili e dannosi che ci affliggono. Utilizzando anche uno schema che proporrò durante l’incontro(La scala emozionale), ho confermato, con gioia, la scelta di lavorare e “rimediato”- almeno in parte - alla “trascuratezza” trovando soluzioni concrete. Ad esempio: lo studio sullo stesso pianerottolo di casa, maggiore organizzazione dei tempi, alcune consapevoli, serene, rinunzie: invece del cinema, ci sono i dvd, la palestra si può fare in casa, eccetera.

Un suggerimento
Possiamo migliorare i nostri stati d’animo imparando, letteralmente, come si fa. Nel corso dell’incontro mostrerò qualche tecnica

Michela Maffei

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