Giovedi, 24 Maggio 2012

Ultimo aggiornamento23.05.2012 23:40

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L'udienza da Giovanni Paolo II

Giovedì 25 novembre 1987 la Salernitana non disputa la consueta partitella in famiglia in vista della gara successiva contro il temibile Cosenza. C’è una cosa più importante in programma: l’udienza con il Papa, con Giovanni Paolo II.

I granata sono guidati da Peppino Soglia. La comitiva è al completo. Ci sono proprio tutti: da Giuseppe Amato al dirigente Virno, da Tobia a Fedele, tutta la squadra, è un giorno storico, impossibile mancare.

Al termine dell’udienza generale, l’incontro diretto con il Papa nel corso del quale fu consegnato il pallone con gli autografi di tutta la squadra. Il Papa era stato a Salerno due anni prima, il 26 maggio 1985.

Il Sindaco di allora era il mitico Vittorio Emanuele Provenza, professore di matematica generale presso la facoltà di Economia e Commercio di Salerno. Guai a dire che la divisione per zero è uguale ad infinito. La bocciatura era (scusate il gioco) matematica. "La divisione per zero non esiste!!!" ripeteva sempre. Io non ho mai dato nessuna delle due risposte perché Provenza non ebbe il mio scalpo, nel senso che l’esame di matematica non l’ho mai tentato.

Tornando a noi quel giorno non fu il sindaco il primo salernitano a ricevere il Pontefice. L’imponente elicottero bianco papale atterrò all’interno del Donato Vestuti. Non poteva esserci accoglienza migliore.

Piazza Casalbore era gremita. Dopo qualche minuto di attesa, l’ingresso laterale della tribuna si aprì ed il Papa apparve nell’auto protetta dai vetri antiproiettile a causa dell’attentato del 1981.

Un’emozione incredibile. L’auto attraversò la città, direzione Palazzo della Provincia, dove su un palco allestito in Piazza degli Artisti avvenne l’incontro con le autorità. Non ricordo il discorso di Provenza, con il fascione tricolore: quel giorno però sicuramente non parlò di insiemi o equazioni.

La visita del Pontefice si chiuse in Piazza della Concordia per la Santa Messa in mezzo ad una folla oceanica. Quel giorno Salerno era più pulita del solito.

Ciro Troise

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