La decisione di ricordare Angelo Del Favero da parte di Salernitana e Paganese in vista del prossimo derby fa immensamente piacere. Una bella iniziativa che ti riconcilia con questo calcio che si vede costretto a schierare spettatori finti sugli spalti.
Ai tempi di Del Favero e del Vestuti invece gli spettatori erano verissimi. Abbiamo vissuto momenti sicuramente non esaltanti a livello di classifica, però quegli anni ce li ricordiamo ancora ed un motivo ci sarà. Del Favero arrivò a Salerno nel 1980, esordio ufficiale - se non ricordo male - a Potenza in Coppa Italia, con Dall’Oro e Di Giaimo compagni di mediana.
Una stagione travagliata, condizionata dal tragico terremoto e dalla squalifica del Vestuti per 6 mesi, che ci vide salvi all’ultima giornata. Nessuno avrebbe immaginato cosa sarebbe accaduto l’anno successivo. Promozione sfumata per un soffio. Una squadra che tutti i Nati al Vestuti ricordano praticamente a memoria, con Del Favero a guidare una mediana storica con Chirco e soprattutto Maurizio Di Fruscia.
Un Gre-No-Li della serie C1, un vero e proprio incubo per gli avversari del tempo. Quando, ancora “pischello”, mi capitava di incrociarlo all’altezza di Piazza Casalbore, ero impressionato dall’aspetto: fisico possente, baffone alla messicana, capelli lunghi. Uno di quelli che pensi: “Questo mi picchia a prescindere”.
Invece, a dispetto dell’aspetto, “un bonaccione”, come ci ha sottolineato un altro eroe di quella squadra, Vincenzo Leccese. Ma soprattutto aveva un tiro micidiale, una potenza spaventosa. Indimenticabile la rete segnata al S. Paolo contro il Campania Puteolana di Sorbello & C. Una bomba da 35 metri che a Napoli ancora se la ricordano.
Rigorista e capitano della squadra, 132 presenze e 16 reti. Oggi circolano tanti calciatori usa e getta: una stagione, anche mezza, e poi via verso altre bandiere. Per questo Angelo del Favero lo ricordiamo con affetto. La formazione del 1981/82: Marconcini, Leccese, Mattolini, Chirco, Di Fruscia, Del Favero, Vulpiani, Zucchini, Chiancone, Di Venere, Zaccaro
Ciro Troise






