Anche questa volta, come in tutte le avventure mondiali, le polemiche divampano. Arriviamo in Spagna abbastanza malconci. Bettega infortunato lascia il 22° posto a Selvaggi e la maglia di titolare a Graziani. Paolo Rossi è rientrato dopo la lunga squalifica per l’affare scommesse. Tre gare nella Juve giusto in tempo per vincere uno scudetto (ultima giornata con Brady che segna il rigore decisivo a Catanzaro e la Fiorentina che non va oltre il pari a Cagliari).
Poi si mette di mezzo Massaro. Vuole giocare. Dopo l’ultima gara di avvicinamento al Mondiale contro lo Sporting Braga in Portogallo accusa i compagni: "Non mi passano la palla". Bearzot gli trova una comoda sistemazione in panchina.
Nel corso della prima fase pareggiamo tutte e tre le gare. Rossi è un fantasma. Giochiamo male. Passiamo il turno grazie al pari con il Camerun di Roger Milla e di N’Kono, il portiere in calzamaglia pure a 40 gradi. Gli africani sono eliminati ma festeggiano come matti per non aver perso nemmeno una gara. In precedenza due pari contro Polonia e Perù.
La fase finale spagnola è strana. Otto gironi da quattro. Passano le prime due in quattro gironi da tre. Poi le quattro vincenti in semifinale. Il nostro gironcino è micidiale: ci toccano l’Argentina ed il Brasile. La squadra verdeoro è stellare. Tanto per capirci l’attacco è composto da Socrates, Falcao, Serginho, Zico ed Eder. E con Junior a fare il terzino! La stampa vuole la testa di Rossi. Gli azzurri replicano con un’iniziativa clamorosa: silenzio stampa. E’ l’inizio del successo.
Battiamo l’Argentina. Gentile annienta Maradona. Rossi in ripresa ma ancora sotto tono. Tutti scommettono su quante reti ci farà il Brasile. A loro basta il pari per passare. Ma si sa, i brasiliani hanno un piccolo difetto: sanno giocare solo per vincere. E perdono. Rossi si sveglia e fa tre reti. Zoff salva il risultato su colpo di testa di Paulo Isidoro nel finale. In semifinale Rossi concede il bis: doppietta alla Polonia In finale battiamo i tedeschi. Ancora Rossi, Tardelli ed Altobelli. Quattro mesi prima Canzanese, sempre lui, aveva stroncato l’urlo di gioia di 15.000 persone al Vestuti.
A Salerno si festeggia per tutta la notte. Evento storico: le mitiche proprietarie del Lido aprono la piscina ai tifosi: pochi, selezionati, ma la aprono. Per la prima volta i Nati al Vestuti vincono un titolo. Campioni del Mondo, Campioni del Mondo, Campioni del Mondo!!!
Ciro Troise






