Dopo la batosta tedesca la Nazionale viene affidata a Fulvio Bernardini ed Enzo Bearzot. La prima gara post mondiale si gioca a Zagabria contro la Jugoslavia. Per noi tifosi è un trauma. Via Riva, Mazzola, Rivera. Esordio per Rocca, Roggi, Re Cecconi, Caso e Zecchini. Unico superstite il mitico Dino Zoff.
Perdiamo 1 a 0. Non ci qualifichiamo per la fase finale degli europei. Subiamo un clamoroso furto in Olanda: un arbitraggio scandaloso ci affossa. Annullata una rete regolarissima di Antognoni (all’esordio) praticamente da centrocampo. Nel percorso di avvicinamento al mondiale perdiamo due pedine fondamentali come Rocca e Roggi (all’epoca menisco significava fine carriera).
In quegli anni domina la Juve di Tardelli, Scirea, Gentile, Causio, Bettega. Tutti convocati. Siamo pronti. Quando i giochi sembrano fatti per la rosa dei ventidue Bearzot stupisce tutti. Accoglie nel gruppo Paolo Rossi dal Vicenza (all’epoca se militavi in una provinciale la Nazionale te la sognavi) e fa esordire Cabrini, relegato in panchina nella Juve, ed è un successo.
Vinciamo le tre gare del girone eliminatorio. Clamoroso l’esordio: la Francia di Platini, sicura del passaggio alla fase successiva, va in vantaggio alla prima azione con Lacombe su cross dalla sinistra di Six. Poi Rossi e Zaccarelli piegano i buffoni. Vinciamo 3 ad 1 contro l’Ungheria (Rossi, Bettega e Benetti) ed incantiamo contro i padroni di casa con rete spettacolare di Bettega dopo triangolo con Paolo Rossi. Girone semifinale. Pareggio contro la Germania Ovest, vittoria contro l’Austria.
Poi il sogno si infrange contro l’Olanda. Brandts ed Haan, con due siluri da fuori area ci eliminano. La finale per il terzo posto viene vinta dal Brasile che ci batte 2 ad 1. Ancora due reti da lontano. Zoff condannato senza appello. Prenderà la sua rivincita quattro anni dopo. Il titolo viene vinto dall’Argentina dei generali contro l’Olanda.
Maradona non c’era, ritenuto troppo giovane da Menotti. Particolare piccante. Canale 21, che all’epoca trasmetteva un mitico spogliarello notturno fu costretta a posticipare di un’ora l’evento per motivi di audience in coincidenza con l’intervallo delle partite che iniziavano alle 19.15 in Argentina ma alle 00.15 in Italia. Il tutto tra le vibranti proteste dei non appassionati di calcio. Altri tempi.
Ciro Troise






