Quando il gioco diventava duro, quando la squadra avversaria faceva meno attenzione al pallone, dalla curva Sud partiva un solo grido: "Picchia Di Fruscia!!!". Stagione 1981/82. Anche quell'anno la Salernitana partiva in pole position. Allenatore Toni Giammarinaro. Dopo cinque giornate i granata vincono una sola gara ad Avellino in campo neutro contro il Livorno con eurogol di Zaccaro.
La quinta gara è persa a Ponticelli contro il Campania di Sorbello, Aprea, Arena, Giansanti e Costa, ma soprattutto di Morra Greco, il presidente. Giammarinaro viene esonerato e sostituito da Romano Mattè. Ma il fatto grave è un'altro. Mauro Della Bianchina, roccioso stopper granata, se ne va. La Salernitana deve giocare contro il Taranto del fortissimo attaccante Renzo Rossi: chi lo marcherà? Mattè fa esordire nel ruolo di stopper un giocatore sconosciuto: Maurizio Di Fruscia.
Tutti si attendono la goleada: come farà un giocatore inesperto a fermare un attaccante di categoria superiore? Di Fruscia impiega solo 10 secondi per fermare Rossi, con un tocco ben mirato. Alle gambe, non al pallone. Rossi esce in barella, la Salernitana stravince con le reti di Vulpiani e Di Venere. Quel giorno nacque un vero e proprio mito, il fulcro di una mediana che ci hanno invidiato in tanti: Chirco-Di Fruscia-Del Favero. Il primo attaccante a beffare Di Fruscia fu Tullio Gritti ad Arezzo dopo 13 giornate: l'impresa riuscì a pochi quell'anno.
Noi Nati al Vestuti siamo molto affezionati a Maurizio anche perchè si è stabilito nella nostra città, cosa che hanno fatto in pochi. Per tutto questo grazie Maurizio e soprattutto... picchia Di Fruscia!!!
Ciro Troise






