Torniamo al campionato della promozione in B, alla cavalcata del torneo 89/90. Inevitabile, quindi, non pensare a Maurizio Lucchetti, bomber originario di Crema che la Salernitana prese dal Cosenza. Gli bastò una sola annata granata per lasciare il segno.
Domanda banale ma inevitabile: che ricordi hai di quel periodo? Città, pubblico, compagni di squadra, staff tecnico, dirigenti...
Se penso che è il periodo della vittoria, dopo 25 anni; che abitavo a Vietri, splendida cittadina; che mia figlia era appena nata lì; che formavamo un gruppo bellissimo, abitando tutti vicini; che quello granata era il 4° pubblico d'Italia... immaginate cosa vuole dire per me Salerno
Sei rimasto in contatto con qualcuno?
Con Torri, Somma e Della Pietra
Ti piaceva il calcio di "allora"? Senz'altro meno artefatto e patinato di oggi
Il calcio era più bello, anche se vado controcorrente perchè attualmente alleno...
Un anèddoto del periodo salernitano che ti è rimasto particolarmente impresso
Ebbi un diverbio con l'allenatore Ansaloni prima di un Salernitana-Andria, match importante, e finii inizialmente in panchina. La squadra andò sotto 0-1, i tifosi rumoreggiavano, Carmando andò sotto le inferriate che stavano per essere divelte; nel finale entrai, pareggiai e i tifosi si placarono e raddrizzarono le inferriate
Una figura e/o un posto del periodo salernitano cui sei particolarmente legato
Come posto, Vietri e i suoi abitanti, avevamo legato moltissimo; come persona, Carmando, un punto di riferimento: provenendo io da Cosenza, piazza storicamente rivale, lui mi aiutò ad inserirmi, spiegandomi un po' la mentalità salernitana
Come sei arrivato alla Salernitana?
Arrivai da Cosenza, dove Simoni, che aveva appena sostituito Giorgi in panchina, "curava" i suoi pupilli; io col mio procuratore Pasqualin valutai l'opportunità di andar via e la Salernitana si fece avanti per prima. Piazza troppo stimolante, che aveva sete di vittoria
Come giudichi nel complesso la tua esperienza in granata? Sia umanamente che calcisticamente
Vivere in un posto totalmente diverso da quello in cui si è nati ti fa crescere moltissimo; lo spiego sempre a mia figlia, che lì era neonata e non ricorda, e mi chiede di Salerno. Calcisticamente fu un periodo straordinario: quando volevamo giocare, eravamo stratosferici; prima delle partite ci parlavamo fra noi giocatori ed eravamo perfettamente consapevoli della nostra forza e dei nostri pregi
Un ricordo di Agostino...
Di Bartolomei era un modello. Serio, pacato, quell'anno abbiamo mangiato allo stesso tavolo. Prima delle partite ci diceva, caricandoci: "Ragazzi, le guerre pacioccone a me non piacciono"! Mi fece capire l'importanza delle gerarchie, che nel calcio servono eccome e vanno rispettate
Dopo Salerno, dove ti ha portato la carriera?
Sarei rimasto volentieri, ma ci furono troppi disaccordi con la società, troppe pendenze non rispettate. Andai via nell'anno della B, potevo ambire ad altre società cadette ma la Salernitana chiedeva troppi soldi per il cartellino. E allora andai a Lecco, in C, giocando un finale strepitoso: 11 gol in 10 partite
Cosa fai adesso?
Alleno a Palazzolo sull'Oglio, serie D girone C. Ho preso la squadra ultima a 7 punti dalla penultima, ora siamo quart'ultimi e ci giocheremo i play-out
Dopo il tuo addio, hai seguito le vicende della Salernitana? Un commento sulla situazione attuale
Seguendo a distanza, tramite giornali e risultati, non è facile dire qualcosa: Salerno è un po' la Juve del Sud, se non fai risultato è difficile mettere tutti d'accordo. Attualmente la Salernitana avrebbe bisogno di una società stabile, che offra ai tifosi l'opportunità di divertirsi, lasciando fuori quelle tensioni che col calcio non c'entrano nulla. E poi nel calcio deve esserci chi vuole farlo davvero.
a cura di Luigi Cerone & Ciro Troise
Lucchetti si presentò alla grande al pubblico granata, siglando la doppietta decisiva nel primo match stagionale, al Vestuti contro la Sambenedettese: ve ne proponiamo il video







