Giovedi, 24 Maggio 2012

Ultimo aggiornamento23.05.2012 23:40

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Dieci domande al mister Claudio Tobia

Più di 300 panchine professionistiche, numerose promozioni all'attivo, una sorta di istituzione in quel di Terni: Claudio Tobia ha lasciato un segno di rilievo nel nostro calcio, ma a Salerno non fu così fortunato e venne sollevato a campionato in corso (1987/1988).

Domanda banale ma inevitabile: che ricordi ha di quel periodo? Città, pubblico, giocatori, collaboratori, dirigenti...
Venivo da un campionato vincente in quel di Catanzaro, rifiutai la riconferma in B per Salerno: già quando passavo per andare in Calabria dicevo a me stesso "Prima o poi allenerò la Salernitana"; era una grande mia aspirazione, stima grandissima nei riguardi della città e dei tifosi

E' rimasto in contatto con qualcuno?
La squadra fu costruita prendendo giocatori dal Catanzaro e dal Barletta, tutti ragazzi che avevo avuto precedentemente con i quali mi sento tuttora

Le piaceva il calcio di "allora"? Senz'altro meno artefatto e patinato di oggi
E' come chiedere se mi piace la società di adesso, i riflessi esistenziali attraversano tutti i campi. Aggiungendo il periodo da calciatore, sono 50 anni che vivo di calcio, mi piace il calcio di allora come mi piace quello di adesso

Un anèddoto del periodo salernitano che le è rimasto impresso
La presentazione della squadra, la vittoria di Cava, il corteo che accompagnò tutta la squadra dalla galleria allo stadio mi sono rimasti nel cuore

Una figura e/o un posto del periodo salernitano cui è legato
Amedeo Rosamilia: avevamo giocato insieme nella Nocerina anni 60; il posto; l'ingresso al campo al Vestuti; la mia abitazione sul mare, vicino Amalfi

Come arrivò alla Salernitana?
Vincendo campionati e realizzando un mio piccolo grande sogno

Una bellissima presentazione collettiva al Cinema Capitol, un entusiasmo enorme per una B quasi annunciata: ma cosa non funzionò quell'anno?
Indimenticabile, e miscelata da un grandissimo entusiasmo, che per chi non conosce Salerno è impossibile immaginare. Non si ebbe pazienza nel comprendere che per costruire delle squadre vincenti occorre tempo

Dopo Salerno, dove l'ha portata la carriera?
Dopo Salerno, 88-89 Ternana (passammo dalla C2 alla C1), ancora 3 campionati nella Casertana vincendone 1, Barletta, poi 5 anni nella Ternana nel settore giovanile con molte chiamate in prima squadra accompagnate da altrettanti esordi. Ho iniziato ad allenare nel 1974 e fino al 2010 ho sempre allenato ininterrotamente, in tutte le categorie, vincendo 8 campionati e valorizzando molti ragazzi del settore giovanile. Ultimo la nidiata Ternana: vedi Kharja, Jimenez, Candreva

Cosa fa adesso?
Ultimamente mi sono divertito in realtà dilettantistiche diverse che avevo calcato agli inizi di carriera. Quest'anno ho lasciato per un lutto in famiglia

Dopo il suo addio, ha seguito le vicende della Salernitana? Un commento sulla situazione attuale
Da ragazzino, a 6-7 anni, non passava giornata se non leggevo il "Corriere dello Sport": la Salernitana è rimasta per me un'incompiuta ma le emozioni che il suo pubblico sa dare te le porti dietro per il resto della vita

Un abbraccio carissimo, Claudio Tobia

a cura di Luigi Cerone & Ciro Troise

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