Giovedi, 24 Maggio 2012

Ultimo aggiornamento23.05.2012 23:40

Tu sei qui Rubriche Nati al Vestuti I capannelli

I capannelli

I primi ad occuparsi ufficialmente dei cerchi nel grano furono i giornali inglesi nel 1980. Il fenomeno ha stimolato la fantasia di tanti al punto che se ne è attribuita la realizzazione addirittura agli alieni.

Tuttavia in un rapporto riservato si è trovata traccia di un fenomeno analogo riscontrato molti anni prima nella nostra città da un satellite spia russo.

A lungo oggetto di osservazione da parte del KGB le indagini sono state abbandonate quando se ne è scoperta la vera origine: si trattava dei capannelli di Piazza Casalbore. I capannelli erano formati da gruppetti di tifosi che riuniti in cerchio intorno ad un oratore discutevano di calcio ed ovviamente della Salernitana.

I capannelli si formavano spontaneamente: due tifosi chiacchieravano così senza nessuna pretesa, poi arrivava quello che gli altri riconoscevano come leader del gruppo, la gente intorno aumentava ed il gioco era fatto.

Si parlava di società, della formazione, dei rinforzi, dell'arbitro "cornuto". Dai capannelli si scoprivano le abitudini dei calciatori al di fuori del campo: dove andavano a cena, le fidanzate, se andavano in discoteca. A tenere banco sempre i soliti: io ricordo uno che faceva l'autista di linea, un altro soprannominato l'olandese, un funzionario del Banco di Roma.

Tutti preparatissimi, informatissimi: nessuno osava ribattere, e se qualcuno tentava di formare un proprio capannello non sempre i risultati erano soddisfacenti. In genere questi erano costituiti da una decina di persone. Poi la consistenza aumentava se ai componenti si aggregava qualche personaggio noto, un capo tifoso, un giornalista. I vip però raramente intervenivano se non per fornire sponda al capo capannello. Il capannello più numeroso della storia del Vestuti è stato sicuramente quello gestito da Marconcini all'indomani dell'esonero di Romano Mattè.

C'era tanta gente che si formò una specie di telefono senza fili, tipo il gioco che si fa alle feste, per consentire ai tifosi sistemati all'esterno del cerchio di conoscere i retroscena di quella clamorosa decisione. I risultati però furono disastrosi perchè ad un certo punto si sparse la voce che Mattè in realtà non era stato esonerato e che Filippo Troisi era il papà dell'indimenticato Massimo.

Ciro Troise

Aggiungi commento

Salernoinprima NON è in alcun modo responsabile dei commenti inseriti. Salernoinprima NON pubblicherà commenti con espressioni irriguardose e volgari. Salernoinprima si assume la facoltà di intervenire su singole parti dei commenti qualora contengano accuse generiche e prive di contraddittorio, messaggi violenti, insulti gratuiti, frasi blasfeme o di stampo razzistico.