Giovedi, 24 Maggio 2012

Ultimo aggiornamento23.05.2012 23:40

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La Salernitana di Ghio

La stagione 1984/85 ebbe un inizio molto travagliato. Il presidente Arcangelo Japicca ingaggiò un allenatore di grido, Lauro Toneatto, il classico sergente di ferro, quello che, per essere chiari, doveva portarci in serie B.

Il nostro sergente non era un tipo facile e dopo insanabili contrasti con la società rassegnò le proprie dimissioni. Tutto questo alla vigilia del campionato. Japicca non si scompose e portò alla guida della Salernitana Giampiero Ghio.

Il nuovo allenatore era noto solo per il cognome, diciamo così, particolare. Attaccante non molto prolifico (solo una stagione d’oro ad Avellino in C con 20 reti) aveva comunque indossato le maglie di Lazio Inter e Napoli in serie A.

Come allenatore invece niente, un illustre sconosciuto. E per una piazza come Salerno questo non andava sicuramente bene. Fortunatamente il suo gioco offensivo ed alcune intuizioni tattiche (De Nadai libero al posto di Del Favero) lo avvicinarono inaspettatamente alla tifoseria. Riconfermato l’anno successivo (non accadeva da anni) fu costretto alle dimissioni quasi in lacrime dopo poche giornate.

Vediamo la squadra. Buona parte dei calciatori erano stati tra i protagonisti della stagione 1981/82, quella della promozione mancata di un soffio: Di Fruscia, Leccese, Del Favero, Zaccaro. Tra i confermati della stagione precedente il portiere Boschin, uno dei più bravi mai avuti in squadra, Bazeu, un terzino, Belluzzi, un motorino del centrocampo.

Gli acquisti. La coppia dall’Akragas, la squadra di Agrigento, Bianco e Colusso. Il primo un terzino mediano, il secondo un centrocampista nato in Australia. I due, la stagione precedente, furono i protagonisti del successo della squadra siciliana per 2-0 a Salerno: mitico il titolo di un giornale “Akragas asfissia Salernitana”. Vignini, un giovane terzino proveniente dalle giovanili della Fiorentina.

A centrocampo Biagio Lombardi, fortissimo centrocampista dal tiro micidiale. In attacco Pecchi. Pecchi ci faceva sempre gol: con il Siena, con il Benevento. In granata prese il posto di Cavestro da tutti i punti di vista: poche reti e contestazione costante.

Ma perché Toneatto andò via? Sembra per problemi di mercato. La nostra talpa, Alfonso De Santo, ci rivelò, un paio di giorni prima dell’allontanamento del mister, di essere stato messo a dieta forzata per essersi presentato all’allenamento in leggero ritardo. Vuoi vedere che Japicca aveva un debole per il nostro simpaticissimo ex magazziniere?

Ciro Troise

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