L’Inghilterra è un Paese che viaggia ad un’altra velocità. Non parlo solo dei tassi di crescita del PIL, ben superiori rispetto a quelli della stagnante economia italiana, ma anche della velocità con cui la nazione si evolve nei costumi, nel pensiero, nella cultura, e perfino nell’estetica.
Il più grande esempio della capacità di innovazione di questa nazione è, a mio avviso, il distretto di Canary Wharf, a Londra. Questa zona – anche conosciuta come “the docklands” – era fino alla fine degli anni ‘90 un complesso portuale abbandonato, ben lontano dalle mete turistiche e in ultima analisi piuttosto malfamato.
Nel giro di pochi anni l’intera area è stata trasformata, fino a diventare il centro finanziario più importante d’Europa. I grattacieli della HSBC, Barclays, Citigroup e tante altre istituzioni finanziarie svettano fino a più di 200 metri di altezza; i tanti ristoranti e locali notturni di West India Quay sono popolati tutti i giorni della settimana da bankers e manager in giacca e cravatta e i centri commerciali sono gremiti di visitatori.
Mi si perdoni se dico che quando torno in Italia mi sembra di essere tornato indietro di 10 anni. E’ la verità. Nell’era della tecnologia, dell’innovazione, delle telecomunicazioni, l’Italia non è stata in grado di rinnovarsi come sistema paese, non sono stati fatti investimenti seri in infrastrutture (forse siamo stati troppo impegnati a parlare di bunga-bunga e a convincere la Lega a non spostare i ministeri a Bergamo) e purtroppo siamo rimasti indietro rispetto al resto dei Paesi avanzati nonche’ incalzati dai Paesi emergenti. Un vecchio detto dice che quando gira l’edilizia gira anche l’economia.
Anche se questo non sempre è vero (si veda il caso della speculazione edilizia in Spagna), sicuramente la ricchezza che e’ stata creata qui a Canary Wharf è enorme, in termini di occupazione, di indotto, di investimenti esteri, ma è significato anche maggiore ricchezza per l’amministrazione pubblica che trattiene in tasse buona parte del reddito prodotto.
Questo lo si percepisce nella modernità dei trasporti pubblici, nella cura delle strade e delle aree verdi, per un beneficio che investe tutta la comunità locale. Certo, non basta avere un buon piano di investimenti per risollevare le sorti economiche di un Paese, ma credo che quello che è stato fatto qui a Canary Wharf possa essere considerato un buon esempio di sviluppo di successo.
Quest’anno l’Italia celebra i 150 anni della Repubblica. Auguri! Come ha scritto il Financial Times in un articolo dello scorso 20 giugno: “The best birthday present Italy could give itself is serious structural reform”. Non potrei essere più d'accordo.
Fabio Iannò







Commenti
E' proprio perche' voglio migliorare il mio territorio che porto degli esempi di sviluppo che hanno avuto successo all'estero. Che l'Italia sia un Paese a crescita zero e' un dato di fatto, non si tratta di erba piu' verde o meno verde, parlo sulla base di dati macroeconomici oggettivi. Puoi consultare i dati ISTAT o del Fondo Monetario Internazionale se non mi credi, fidati pero’ visto che sono un analista finanziario e faccio queste analisi per lavoro.
Comunque sono interessato a sentire la tua teoria sullo sviluppo economico del Meridione. Oppure se preferisci puoi parlare della Salernitana che non e’ andata in serie B.
chiediamoci piuttosto cosa fanno le istituzioni in merito, non confondiamo le cose.
Cordialmente