"Ogni anno presso la riva di Tongi, migliaia di fedeli musulmani si radunano per la grande preghiera Biswa Estema (Preghiera universale) durante la quale pregano per la pace e l'unità nel mondo.
Questo grosso raduno non è da paragonare al pellegrinaggio santo alla Mecca. Quest'oggi dovevo raggiungere Uttara, una zona appena dopo l'aeroporto. Molti mi dicono, non metterti in strada perchè rischi di rimanere bloccato e di andare a piedi.
Ignaro di tutto, esco di casa verso le 11,15, salgo subito su un CNG (baby taxi) e riesco ad arrivare fino a un passaggio a livello. Senza scompormi, scendo e continuo a piedi il mio cammino... anzi pellegrinaggio. Con lo zaino alle spalle mi incammino insieme ai tanti fratelli e sorelle musulmani che si stanno recando verso Tongi al grande raduno.
Dal baby taxi, vedo passare un treno con tanta gente nei vagoni e sul tetto con un ragazzo avente nelle mani, con fierezza, la bandiera del Bangladesh. Tutti ben vestiti con il loro punjabi e il cappellino bianco, pronti per questa preghiera speciale.
Oltrepasso, dopo un'ora di cammino, l'aeroporto e inizio a entrare sulla strada per Uttara. La gente aumenta sempre di più quando a un certo punto intorno alle 12,10 vedo alcuni camminare per strada con le mani aperte in segno di invocazione, altri fermi nello stesso atteggiamento, piccoli gruppi intorno a un telefonino per ascoltare il namaj (preghiera) sulla riva di Tongi.
Proseguendo, vedo moschee che amplificano con gli altoparlanti la preghiera, tutti con queste mani aperte protese verso Allah...il silenzio era forte, le persone in un raccoglimento profondo e camminando in questa grande strada diventata preghiera mi sono sentito coinvolto, unendomi anch'io in questa preghiera universale che si innalzava ad Allah perchè ci sia la pace nel mondo.
A dir la verità mi sentivo quasi fuori posto, ma dove si prega non si è mai di troppo o di disturbo. Sì, anche noi missionari siamo chiamati a metterci in cammino con questa gente che cerca quella pace che possa dare loro sollievo.
Nel vedere questi uomini e le donne ho sentito nel cuore quella pace vera con la speranza che si trasformi in gesti di rispetto dei diritti umani. Per concludere porto impressa negli occhi un'immagine mentre facevo ritorno a casa verso le 18,15; nella tanta folla e gente per strada ho visto due bambini accovacciati al bordo del marciapiede che rovistavano tra alcune cose, li ho visti finire due succhi di frutta che erano stati gettati lungo il cammino... allora invochiamo questa pace anche su di loro perchè possano vivere una vita umana e bella".
Shanti (Bangladesh), 23 gennaio 2011 - P.Giuà Gargano (missionario saveriano)






