“E’ questo il paesaggio che, dall’alto del Sentiero degli Dei, si apre al nostro sguardo: è lo scenario di quella estrema ansa della Costiera Amalfitana che guarda verso ovest, verso l’isola di Capri, quella costa ripida, afosa, con le montagne cristalline ove si abbandonano gli dei di oggi e si scopre di nuovo un sé stesso perduto, mediterraneo, anteriore”:
così, agli inizi del secolo scorso, lo scrittore inglese David Herbert Richards Lawrence descriveva il paesaggio de “la via degli incanti”, il Sentiero degli Dei, per sottolineare la struggente bellezza dei panorami e le immense ricchezze naturalistiche.
Nel corso dei secoli, tanti scrittori ed uomini di cultura hanno provato ad imprimere su carta le suggestioni e le emozioni dell'uomo di fronte allo spettacolo unico di questo lembo di costa salernitana:
un luogo in cui il viandante può provare l'emozione irripetibile dello sguardo che si perde d'improvviso nell'azzurro infinito del cielo e del mare, dando la sensazione di essere come sospesi tra cielo e terra. Anche chi con le parole lavora ogni giorno, però, in certe occasioni può ritenere limitativo provare a fissare e rinchiudere, in una successione di lettere, tali emozioni. Dovrebbero continuare a volare libere, nello splendido paradiso naturale che le ha generate.
Passo dopo passo, sospesi su una delle coste di maggior fascino del mondo, la sensazione di profonda e completa armonia con la natura ci accompagna durante il cammino, creando uno stato di completa serenità, unito al piacere di un paesaggio ancora in larga parte incontaminato, interrotto solo da sparute abitazioni, comunque ben amalgamate con l'ambiente circostante.
Se poi qualcuno fosse interessato a provare tali emozioni ulteriormente amplificate, allora il consiglio è solo uno: vivere questa splendida avventura al tramonto, come abbiamo fatto nell'ultima escursione organizzata con il gruppo trekking "Progetto Terra". Il gioco di luci arancio rossastre che scherzano con i profili della costa ha il magico potere di sospendere il tempo e di farci ritrovare davvero, come confessava Lawrence, alle prese con un "se stesso perduto e mediterraneo".
Il tratto maggiormente caratteristico e panoramico del Sentiero degli Dei è quello compreso tra Bomerano, nel comune di Agerola, e la frazione Nocelle di Positano. E' il tratto comunemente chiamato "basso", rispetto al tratto "alto" che invece è quello, più in quota, che da Santa Maria del Castello porta a Bomerano. Il percorso si snoda lungo la vecchia mulattiera che da Amalfi conduceva a Positano: ancora oggi, lungo il cammino, sono ben visibili, incassate nella roccia, le cavità usate come stalle e riparo per asini e muli (alcune delle quali tutt'oggi "abitate").
Il primo tratto di strada, in una rientranza che permette di osservare dall'alto il fiordo di Furore (e tutto il golfo sud di Salerno, fino a Punta Licosa), porta prima a Grotta Biscotto (dove si può trovare una sorgente di acqua potabile, relitto di una cavità carsica) e poi a Colle Serra. In questo primo tratto, la vista spazia sui versanti alti della costiera, con i caratteristici terrazzamenti per la coltivazioni. Il percorso è delimitato da muri di pietra a secco, e lungo la strada può capitare di incontrare i ruderi di vecchie abitazioni.
L'occhio è però impreparato e sorpreso da quanto ci aspetta alla fine di questo primo tratto, al bivio tra Amalfi e Positano: d'improvviso, di fronte a noi si apre il panorama del tratto di mare più caratteristico della "divina", con la vista che spazia da Praiano a Positano, fino alle isole di Capri ed Ischia. Al centro dello scenario, domina l'inconfodibile profilo dell'isoletta di Li Galli, buen ritiro del famoso ballerino russo Nureyev.
La vista mozzafiato di questo tratto di costa ci accompagna nel prosieguo del nostro cammino, mentre cominciamo la discesa che porterà fino a Positano. La vegetazione dominante è quella tipica della macchia mediterranea, con esemplari di euforbia, cisto rosso e verdasco. Nel corso della discesa, percorriamo il tratto che di sentiero che sovrasta Praiano e Vettica Maggiore: soprattutto la vista dall'alto di quest'ultima è uno spettacolo di rara bellezza.
Una deviazione nel sentiero, a questo punto, permette di cominciare la discesa verso Praiano, interrotta da un piccolo gioiello, il convento di San Domenico, ultima meta per la nostra escursione: costruito in epoca medievale, il convento è stato abitato dai frati domenicani fino a pochi anni fa, ma oggi è disabitato. Al suo interno è possibile ammirare dipinti del Trecento, in discreto stato di conservazione.
La struttura si divide in due luoghi per il culto, una chiesa più piccola (di costruzione più antica) ed una più grande, oltre ai corridoi con le celle dei monaci. Solo pochi anni fa, nel 1994, all'interno della chiesa grande è stato scoperto un affresco su intonaco dedicato alla "Madonna delle Grazie", risalente al 1400 e splendidamente conservato.
Il nostro percorso di oggi finisce qui, sulla terrazza che dal convento di San Domenico spazia fino a Positano. Ogni anno, nei primi giorni di agosto, in questi luoghi si svolge la "Luminaria di San Domenico", che dal 1599 viene ripetuta per celebrare il santo. Trascorriamo qualche ora in terrazza, coccolati dal rumore del mare e da un po' di buona musica dal vivo, e poi di nuovo in viaggio, sulla via del ritorno. Come? Semplice: in piena notte, con i nostri passi guidati dalla luce della luna piena. Oggi siamo un po' Dei anche noi.
Giampiero Somma






