Giovedi, 24 Maggio 2012

Ultimo aggiornamento23.05.2012 23:40

Tu sei qui Rubriche Girovagando Natura... a tutta birra, benvenuti in Irlanda

Natura... a tutta birra, benvenuti in Irlanda

Scogliere, prati, cielo, atmosfera e ovviamente Guinness sono alcuni dei motivi per visitare l’Irlanda. La varietà di scenari che si trovano girando lungo le coste e all’interno della piccola Isola Britannica sono al di là dell’immaginazione per chi è abituato a panorami urbani.

Immense distese verdi che si estendono fino all’orizzonte dominano la visione del turista che si incammina in una zona poco meno che esterna alla città.

Anche queste sono caratterizzate da un’impostazione naturalistica con basse abitazioni che rispettano la possibilità di guardarsi intorno in qualsiasi momento. Le città più importanti Cork, Galway e Dublino vantano la possibilità di perdersi negli ampi spazi creati dai fiumi che le attraversano e rilassarsi sulle sue sponde.

Mai come oggi che la crisi economica fa sentire la sua pressione l’Irlanda è sicuramente il posto giusto per evadere semplicemente dalle preoccupazioni quotidiane. Il cielo d’Irlanda cantato da Fiorella Mannoia è quanto di più realistico si possa descrivere: le nuvole sembrano correre continuamente lasciando ora uno spiraglio di luce e subito dopo occupando ogni angolo di azzurro.

Anche per questo la temperatura difficilmente è stabile e l’alternanza di brevi piogge a squarci di sole rende praticamente impossibile adattarsi! La pioggia infatti è parte della giornata tipica irlandese...

Uno degli scenari più belli è rappresentato dalle magnifiche scogliere che si affacciano sulla costa a sud di Galway: le Cliffs of Moher. La caratteristica principale è l’assenza di gradualità con la quale queste montagne si inginocchiano nel mare, creando un muro imponente tra lo sguardo del marinaio che volesse guardare all’interno dell’isola.

L’altezza delle scogliere supera i 200 metri e la sensazione che si prova percorrendone i sentieri è quella di essere sospeso, avendo un metro di margine con l’enorme precipizio. La parete rocciosa graffiata dai venti assume un aspetto rigato  quasi sempre ordinato che rende la parete stessa assolutamente piatta senza particolari sporgenze.

Due delle città più importanti, Cork e Galway, evidenziano il modo in cui gli irlandesi hanno fatto del loro paese un luogo turistico sfruttando le bellezze naturali. Non ci sono particolari costruzioni, i centri abitati sono per lo più raccolti e uscendo dal centro abitato verso la periferia si perde già il senso di vivere una città: l’impressione è che appena possibile la natura riprenda il sopravvento sull’uomo riconquistando lo spazio rubato per le abitazioni.

La via che porta all’esterno della città quasi subito perde l’aspetto di una strada statale con guard rail, pompe di benzina e case di periferia e si trasforma in un canale che buca la terra che lo circonda. Dublino merita un capitolo a parte. Urbanizzata e maggiormente carica di un sapore occidentale riesce a riunire alcuni aspetti tipici della cultura irlandese con quegli elementi che definiscono la maggior parte delle capitali europee.

L’aria che si respira è al limite tra il fascino londinese e l’allegria di Barcellona, mantenendo eleganza in ogni momento. Il Trinity College è forse il luogo più emozionante per la sua capacità di incarnare i canoni della cultura britannica. Nasce in una zona esterna al centro di Dublino ma nel corso degli anni è come se la città lo avesse abbracciato e ora la sua localizzazione è praticamente centrale.

Solo la Vecchia Libreria mette i brividi e lascia a bocca aperta: i più vecchi e importanti manoscritti nei quali si evolve la scienza moderna raccolti a formare una stanza “del sapere”. A pochi passi dal Trinity prende vita Temple Bar, il fulcro delle serate dublinesi. Non si contano i Pub che riempiono le stradine di questo magico quartiere.

La trasformazione avviene nel secondo pomeriggio quando i molti turisti cominciano a popolare i localini e a svuotare le riserve di birra: le tipiche scure irlandesi sono la Murphy, la Beamish, La Kilkenny e su tutte la Guinness! Non mancano turisti che richiedono una bionda, ma in genere dopo aver assaggiato le scure anche gli spiriti più nazionalisti si lasciano andare perché la Guinness è praticamente un “Must” quando sei in Irlanda.

La serata è generalmente accompagnata da musica dal vivo rigidamente irlandese che indirizza l’allegria promossa dalle birre verso un clima festoso che coinvolge tutta Temple Bar. Fuori dai pub gli steward aiutano a mantenere l’ordine ma non c’è mai l’impressione di essere infastiditi. La Guinness si eleva a marchio nazionale ed è la fonte principale del piccolo commercio di Dublino, un simbolo.

Orlando Ricciardi

Aggiungi commento

Salernoinprima NON è in alcun modo responsabile dei commenti inseriti. Salernoinprima NON pubblicherà commenti con espressioni irriguardose e volgari. Salernoinprima si assume la facoltà di intervenire su singole parti dei commenti qualora contengano accuse generiche e prive di contraddittorio, messaggi violenti, insulti gratuiti, frasi blasfeme o di stampo razzistico.