Acque cristalline ed incontaminate, viottoli sterrati immersi nella natura, panorami mozzafiato: tutto questo è il Sentiero del Mediterrano, un percorso che da Marina di Camerota conduce fino all'insenatura di Porto Infreschi.
Una tappa obbligata per chi ama il mare, quello vero, lontano dal rumore di spiagge affollate e circondato da paesaggi di estrema e selvaggia bellezza. Porto Infreschi, così come la vicina Cala Bianca, sono infatti raggiungibili solo via mare, oppure a piedi, via terra, con una camminata di diversi chilometri all'interno di un territorio suggestivo.
Con il Gruppo Trekking Picentini "Progetto Terra" abbiamo affrontato l'escursione domenica 19 giugno. Il Sentiero del Mediterraneo è uno dei circa 136 presenti all'interno del Parco del Cilento e del Vallo di Diano.
Inaugurato recentemente (nel maggio del 2010), attraversa il tratto costiero del comune di Camerota, partendo dal porto, e prosegue inerpicandosi lungo le colline che circondano la costa. Un percorso di diversi chilometri, inserito in una fitta vegetazione di macchia mediterranea, dove prevalgono mirti e ginestre.
Il primo tratto del sentiero, poco oltre la spiaggia di Lentiscella, è molto ampio, circondati da uliveti con alberi secolari. I caratteristici muretti a secco che delimitano i campi accompagnano gli escursionisti per un tratto del cammino, al termine del quale davanti agli occhi si erge in lontananza Punta Infreschi, sormontata dalla maestosa Torre del Frontone.
Lo splendido panorama della baia accompagna il cammino per un buon tratto, prevalentemente in discesa, fin quando il percorso non ripiega verso l'interno, e la vista del mare cede il passo al folto della vegetazione. Attraversando il greto di un torrente in secca, si comincia l'ascesa per arrivare verso il Porto Infreschi. Pur nei limiti di un percorso di difficoltà escursionistica (e cioè bassa) è questo il tratto più impervio, soprattutto a causa del restringimento del sentiero.
Siamo nei pressi del mare, ma non si può certo fare il percorso con le infradito! Un buon paio di scarpe da trekking basteranno per godersi pienamente spettacolo e passeggiata. Il sentiero, del resto, è ben delimitato, e contrassegnato ad intervalli di tempo da pietre recanti i colori internazionali dei percorsi escursionistici, bianco e rosso.
Tutt'intorno, soprattutto in questo periodo dell'anno, la natura è un esplosione di forme e colori: verde e giallo su tutti, ma occhio anche allo splendido tratto in cui la bauxite dona al terreno un colore rosso acceso, con gli agenti atmosferici complici nella creazione di giochi suggestivi di forme. Il sentiero si caratterizza per l'alternarsi di brevi tratti in salita ed in discesa, ai quali, per una parte del percorso, si può ovviare percorrendo il greto di un torrente.
Al termine del tragitto, lo spettacolo che si apre agli occhi del viandante ripaga ampiamente i chilometri affrontati. Come nelle storie e nei miti dei naviganti, Porto Infreschi incarna alla perfezione lo status di approdo ideale: l'ampia insenatura, protetta su entrambi i lati dal vento grazie alla presenza dei costoni rocciosi che ne delimitano l'area, è caratterizzata da acque limpide e quasi ferme.
La presenza di una sorgente sotterranea che sgorga direttamente sotto il livello del mare rende l'acqua particolarmente fredda e poco salata. Nella baia si apre una piccola spiaggia, circondata da grotte e rientranze nella roccia. Il nome di Infreschi, che nelle carte nautiche del XVII secolo appare con la più antica grafia di l'Anfresca, si ritiene possa rappresentare la corruzione di Amforisca, nome dato in epoca romana al luogo dove veniva cavata l'argilla per la fabbricazione dei manufatti.
L'acqua, come detto, è chiarissima e fresca per la presenza di abbondanti polle sottomarine dentro e fuori la grotta. Le sfumature del calcare dolomitico variano dal bianco e dal giallo degli strati esterni sino ai delicati toni rosati e grigi dell'interno con cui contrasta il vivace verde smeraldo della microflora alimentata dalle acque dolci. Poco oltre l'imboccatura del porto, lungo l'alta scogliera, si incontra la Grotta del Noglio, e quindi la Punta degli Infreschi.
Lungo il percorso sono diverse le cale e le insenature di incomparabile bellezza, come Cala Bianca, Cala Fortuna, o la spiaggetta di Pozzallo. Cala Bianca, in particolare, può essere raggiunta percorrendo il greto in secca di un fiume. Il percorso, annche per la vegetazione, non è particolarmente agevole, ma la spiaggia e il mare che si aprono all'improvviso davanti agli occhi rappresentano uno spettacolo incredibile.
Non a caso, oggi l'area di Punta Infreschi è una riserva naturale marina protetta. E' indiscutibile l’emozione che il sito esercita su chi lo percorre. Le varie cale raggiunte dal percorso, la lussureggiante vegetazione mediterranea, la storia raccontata dal sistema di torri costiere, la bellezza della baia degli Infreschi e dell’intero tratto costiero, attraggono un numero di camminatori sempre maggiore.
Prossimo appuntamento in programma il 25 e 26 giugno, sempre con Progetto Terra, per una due giorni alla scoperta delle Gole del Calore. Per informazioni visitate il sito www.progettoterra.info, oppure cercate Progetto Terra su Facebook.
Giampiero Somma







Commenti
....ognuno ha diritto ad avere le proprie passioni,il calcio sarebbe una bella passione se fosse inteso sportivamente...invece diventa teatro di odio e di scontri come dimostrano i telefonini lanciati in campo da voi tifosi salernitani..una escursione invece che male fa???Al massimo può ripulirti l'anima e farti sentire in pace e in contatto con la natura e col mondo...se c'è qualcuno che non sta bene di certo non sono gli escursionisti.