Badia di Cava-Santuario dell'Avvocata: il percorso effettuato domenica 16 Gennaio dal Gruppo Trekking “Progetto Terra” fa parte di uno dei numerosi itinerari sacri che vengono periodicamente percorsi a piedi da devoti della Madonna e da pellegrini in genere.
Una strada sulla quale ancora oggi si sovrappongono le orme di chi, retto dalla fede, ha percorso il sentiero fin dall’inizio dei tempi. Allo stesso tempo, però, il percorso è uno dei classici itinerari moderni, amati ed ambiti dai turisti di tutti il mondo e dagli amanti del trekking a piedi ed a dorso di cavallo.
Quello dalla Badia al Santuario è il classico itinerario che unisce il sacro con il profano: da una parte i panorami mozzafiato, che spaziano dal Golfo di Salerno ai monti Picentini, per arrivare sui monti Alburni e sulla Costiera Amalfitana; dall'altra, la ricerca del divino, fortemente favorita dalla lunga ascesa a piedi e dagli ampi spazi aperti a picco sul mare, che spingono quasi con naturalezza il visitatore verso la contemplazione dell'Infinito.
Il sentiero è esclusivamente costituito da una mulattiera che parte dal piazzale antistante l’abbazia Benedettina di Cava dei Tirreni e, inerpicandosi sulle pendici sud-orientali dei Monti Lattari, raggiunge il Santuario dell'Avvocata, posto ad oltre 800 metri di altezza sul monte Falerzio, a picco su una parete rocciosa prospiciente il mare e la località di Maiori.
Il Santuario è posizionato a strapiombo sul mare sul versante Est, in posizione praticamente inaccessibile dalla costa, mentre è attrezzato sul versante opposto con un ampio e pianeggiante piazzale, sul quale si affacciano un paio di ambienti e di locali logistici al servizio dello stesso.
Si narra che gli eremiti ed i frati che vi hanno risieduto nei secoli passati, per non distrarre la loro attenzione dalla preghiera e dall’ascetismo, pensarono bene di precludersi qualsiasi vista al mare, realizzando le aperture del santuario e dei dormitori esclusivamente dal lato del monte. A posteriori, basta poco per capire che, oltre al Santuario, il vero motivo di una passeggiata in salita di circa sette ore risiede anche nella bellezza e nell'unicità del percorso, uno dei pochi casi in cui poter ammirare la completa assenza di tracce della civiltà motorizzata in cui siamo costantemente immersi.
Sul percorso è facile incontrare numerosi amanti del camminare e della natura, alcuni solitari e taciturni, altri in gruppo, festosi e chiassosi, tutti comunque mossi dal desiderio di vivere all’aria aperta e di gioire dell’anticipo di primavera regalatoci dalle bizzarrìe del clima di questi ultimi mesi. Facendo del silenzio uno dei propri compagni di viaggio, si può avere il privilegio di ascoltare suoni singolari ed a volte unici, come l'incessante ticchettìo prodotto dal battere l’un contro l’altro dei rami spogli di un castagneto, mossi dalla leggera brezza del mattino. Un suono inframmezzato e quasi acuito dal latrare lontano di cani distanti.
Nel percorrere il sentiero tra i boschi può anche capitare di avvertire, all'inizio più attutito dalla distanza, ma man mano crescente, il rumore degli zoccoli di un gruppo di cavalli; rumore che aumenta fino all'incontro con gli animali, per poi decrescere e svanire tra i suoni del bosco e del vento, come per magia. Tutto questo è musica per orecchie avvezze al brusio di sottofondo di una tangenziale, al ruggire di un motore a scoppio od al battito incessante di una città seppure addormentata.
Sul sentiero ci sono numerosi ed inquietanti ricordi che parlano di fede, di vite sospese nel vuoto dei dirupi, di sospiri che giungono dall'animo di chi non ha orizzonti definiti davanti a suoi occhi, ma solo l'emozione di uno sguardo che abbraccia lo scenario suggestivo delle costiere della nostra regione. Regione una volta definita e ritenuta felice, ora troppo spesso simbolo di degrado, per colpa dei disastri e dell’incuria del vivere moderno.
L’unica certezza che resta è il profumo dell'alloro, del mirto e della vegetazione in fiore in una calda giornata di gennaio, il calore e la condivisione delle emozioni di chi ti è vicino mentre percorri uno dei luoghi più belli e incontaminati della provincia. Il sentiero che va dalla Badia di Cava dè Tirreni al Santuario dell'Avvocata è tutto questo ed anche di più: un miscuglio indescrivibile di emozioni.






