Giovedi, 24 Maggio 2012

Ultimo aggiornamento23.05.2012 23:40

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Alle sorgenti del Sele

caposele

Spedizione al di fuori dei confini provinciali per l'ultima escursione di "Girovagando": con il gruppo trekking "Progetto Terra" siamo infatti stati nell'avellinese, per conoscere il luogo dal quale ha origine il fiume Sele.

Le sorgenti del Sele nascono alla quota di m. 420, nel Comune di Caposele (all'interno della Comunità Montana Terminio Cervialto, nel Parco Regionale dei Monti Picentini), da una grande parete rocciosa calcarea sul fianco orientale del monte Paflagone, che fa parte del gruppo montuoso dell'Appennino compreso approssimativamente nel triangolo Avellino Campagna Salerno.

Allo stato originario, le sorgenti erano rappresentate da numerosi sgorghi, che si riunivano in un bacino dal quale cominciavano la loro tumuoltuosa disceva verso il basso, formando rapide ribollenti, cascate e cascatelle pittoresche (presenti ancora oggi), ora suddividendosi in rami diversi, ora riunendosi fino a raggiungere il fondo della valle, dopo un percorso con un dislivello di circa 30 metri.

Il piccolo centro di Caposele prende nome, come facilmente intuibile, proprio dalle sorgenti che danno inizio al corso del fiume. E' un vero e proprio "paese dell'acqua": attraversando le sue strade, ovunque si vada, si è costantemente accompagnati dal suono del continuo e frizzante fluire delle acque che scendono a valle.

Lungo le rive, già nei secoli scorsi erano stati costruiti diversi opifici, che fruivano dello scorrere incessante delle acque per le loro attività. A cavallo tra la fine dell'800 e l'inizio del '900, si decise di incanalare le acque in un acquedotto. A spingere per questa decisione il grande volume di acqua delle sorgenti (ben 4000 litri al secondo) e la particolare conformazione del territorio, che permette uno scioglimento molto lento delle nevi: ci vogliono a volte anche quattro mesi, e questo permette all'acquedotto di avere un maggiore carico di acqua proprio nel momento in cui ne occorre di più (fine primavera, inizio estate).

Dalle sorgenti di Caposele ha inizio quello che ad oggi è il più grande acquedotto d'Europa, l'Acquedotto Pugliese. Il canale principale di questa struttura ha un percorso di 244 chilometri, e taglia gli Appennini, arrivando nelle Puglie, dove rifornisce di acqua le province pugliesi (oltre a quelle di Avellino e di Potenza). L'ultima fontana dell'acquedotto arriva a Santa Maria di Leuca.

I lavori per la costruzione dell'acquedotto cominciarono nel 1906: il primo tratto fu aperto nel 1911, ma in realtà l'impianto fu soggetto a lavori di completamento ed ampliamento fino al 1915 (anno in cui venne inaugurata la prima fontana nel centro di Bari) ed anche dopo la Prima Guerra Mondiale, in epoca fascista. L'inaugurazione del tracciato finale avvenne solo pochi anni prima dell'inizio della Seconda Guerra Mondiale.

Alla costruzione dell'acquedotto è legata anche la singolare vicenda della cappella di Santa Maria la Sanità, che dà ancora oggi il nome alle sorgenti. Il luogo di culto, che gli abitanti del paese dedicarono alla Madonna della Sanità per ringraziarla delle abbondanti acque, si trovava infatti proprio al centro del tracciato che era stato progettato per l'acquedotto. Per questo motivo, la chiesa venne abbattuta e ricostruita alcuni metri più a valle. Della chiesa originaria, però, venne conservato il campanile, che ancora oggi si trova alle spalle dell'inizio dell'acquedotto.

Al termine della visita di Caposele, attraverso il suggestivo sentiero "del Calvario", si può raggiungere il santuario di San Gerardo Maiella: il sentiero è ripido, ma alla fine dell'ascesa dal santuario si può godere di un ampio panorama. Spazio, ovviamente, anche alla visita dell'antica basilica, dove si trova la tomba del santo.

Giampiero Somma

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