Giovedi, 24 Maggio 2012

Ultimo aggiornamento23.05.2012 23:40

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Strade ferrate napoletane (4a parte)

All’art. 7 si disciplinava la verifica da parte del personale sulla regolarità della tassazione della posta. All’art. 8 sulla celerità di consegna era d’obbligo da parte del mittente scrivere a carattere intellegibile il domicilio del destinatario.

Per le lettere a domicilio queste saranno in seguito spedite dall’ufficio postale corredate di un cartellino sul quale, in calce, il destinatario apporrà la sua firma.

Allorquando per dei validi motivi non sussisteva la possibilità di inoltro della posta al destinatario, questa veniva celermente respinta all’ufficio postale mittente affinché possa essere instradata alla vera destinazione (art. 9).

Per le ispezioni di verifica, controlli e perquisizioni non era stato previsto specifico personale interno, ma tale ufficio poteva essere espletato, senza nessuna autorizzazione preventiva dall’amministrazione generale delle poste, dagli agenti di pubblica sicurezza (art. 10).

La responsabilità del personale postale era uniforme per qualsiasi tipo di trasporto postale in uso. All’art. 11 si prevedeva che le responsabilità del personale subalterno ricadranno direttamente sui maestri posta, sugli intraprendotori di messaggerie e di vetture per ogni tipo di contravvenzione comminata ai loro postiglioni, pedoni, conduttori e corrieri.

Il Ministro delle Finanze con protocollo n° 3120 del 12 Dicembre 1857 indirizzava al direttore della Strada di Ferro quattro copie del regolamento ed ordinava di provvedere per dei wagons pei Corrieri, nasceva l’ufficio ambulante. Il 19 della stesso mese con protocollo n° 3202 si disponeva la spesa di ducati 17.50 per la manifattura di 25 bolli recanti le iniziali S.F. (Strada Ferrata). Venne incaricato il Masini.

Questi bollatori entrarono in uso con la serie dei francobolli del regno borbonico. I bollatori in parola essendo stati incisi separatamente, presumibilmente in ottone, ebbero diversa foggia. I bollatori S.F. vennero impressi coll’inchiostro nero o grigio-nero dalle varie officine di poste con la variante rossiccio a Napoli ed oltremare a Salerno.

Rari sono i casi questo bollo era usato anche come annullatore dei francobolli sia su quelli borbonici che sui francobolli approntati dal regno sabaudo per le Province Napoletane. Una particolarità riguarda Salerno in quanto la tratta ferrovia arrivò solo verso il 1860 ma sono noti inoltri di lettere per le strade ferrate fin dal 1858. Partite da Salerno ed inoltrate con la ferrovia in Vietri di Salerno.

Nel periodo 1858-1860 a Torre dell’Annunziata non venne insediato alcuna officina di posta, quindi non essendo in dotazione il timbro in cartella ANNULLATO, i francobolli sulle missive venivano annullate o con il timbro ovale recante la dicitura del comune o con il bollatore S.F.

Nel 1863 sull’Ambulante Napoli-Isoletta venivano usati due timbri con i quali la corrispondenza veniva bollata dal mese di Maggio. La nascita di questo servizio ambulante tendeva a far si che si andassero ad eliminare, lungo il camminamento, tutte le cause di ritardo nella lavorazione della posta, e la relativa giacenza, ed il percorso del servizio della diligenza per la strada passante per Terracina.

Tale Ambulante venne soppresso alla fine del 1870, nonostante esplicasse un servizio molto attivo. Venne sostituito nei primi mesi del 1871 dall’Ambulante Napoli-Roma, operante sulla nuova linea unificata italiana. Ultima annotazione. Anche gli uffici postali ricadenti lungo la strada ferrata apponevano sulle missive, giunte in ritardo per essere lavorate ed istradate al servizio Ambulante, un bollo lineare a due righe "Dopo la partenza".

Sergio Mendikovic

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