Home Rubriche Filatelia Il francobollo, un neologismo ottocentesco

Il francobollo, un neologismo ottocentesco

Il francobollo nacque dalla geniale intuizione di Sir Rowland Hill nell’Inghilterra vittoriana. Vide luce ai primi di Maggio 1840, il mitico Penny Black, nome usato dai filatelisti per indicare il primo francobollo al mondo, ma in realtà furono due più alcuni interi postali. La sua intuizione venne pubblicata nel Febbraio 1837 in un opuscolo “La Riforma postale, sua Importanza e Fattibilità” ovviamente destando rèmore nelle autorità postali, spaventate da una simile innovazione al pari dei nobili e dei politici, timorosi di perdere i loro privilegi postali.

Ma nonostante le resistenze, la Riforma Postale inglese tra il 1839-40 rivoluzionò il sistema postale, introducendo il concetto di tariffa uniforme, la più bassa possibile, per l’intero Stato da calcolarsi solo in base al peso e venendo preferibilmente pagata in anticipo. Nella penisola italica gli ASI (Antichi Stati Italiani) adottarono il nuovo sistema postale solo verso il 1850 e fu il Regno Lombardo Veneto ad avere questa primogenitura, sulla scia del sistema adottato nell’impero asburgico.

Ma il nostro francobollo, lungi dall’essere ancora chiamato così, si andava ad affiancare a quel mondo variegato dei chiudilettera: i bollini od abbiadini. Ci viene in soccorso lo studio effettuato da Clemente Fedele e Carlo Borromeo edito sul secondo volume di Storie di Posta. La normativa postale del Lombardo Veneto nel 1850 tendeva ad identificare come “bollino da lettere” il nuovo sistema di affrancazione delle missive.

Il regolamento asburgico del 29 Ottobre 1850 dettava che l’assolvimento del pagamento del porto delle lettere venga effettuato mediante la applicazione di bolli giustificativi detti volgarmente francobolli. Nasce così il nostro neologismo, nato dalla necessità delle autorità governative nell’accettare e nell’utilizzare il gergo popolare.

Ma fu lo stato pontificio a fondere le terminologie allorquando a firma del Cardinale Segretario di Stato Antonelli venne emanata la legge postale pontificia il 29 Novembre 1851 con la quale si prevedeva che la tassa postale veniva satollata tramite la applicazione sulla missiva dei dovuti segnali detti “bolli-franchi” da pagarsi all’atto della spedizione.

Il successivo regolamento esecutivo a firma del Ministro delle Finanze Galli del 19 Dicembre 1851 parla di “Bolli Franchi” che consistono in semplici bollini recanti un disegno del triregno e delle chiavi, simboli del potere temporale, come in figura, con l’iscrizione “Franco Bollo Postale” e la valuta.

Sergio Mendikovic

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