Giovedi, 24 Maggio 2012

Ultimo aggiornamento23.05.2012 23:40

Tu sei qui Rubriche Filatelia Chi sbaglia paga

Chi sbaglia paga

Nell’immediato dopoguerra, le gravi condizioni in cui versava il nostro ben amato paese si riflettevano inevitabilmente sugli usi e costumi di un popolo affamato e sconvolto. Non ne risultavano immuni nemmeno le poste ed i relativi servizi.

Spesso, pertanto, per ignoranza, o per tentare di risparmiare qualche centesimo o lira, si spedivano documenti postali in difetto di affrancatura che, oggi, ai nostri occhi, possono presentare (non sempre) dei segnatasse a manifestare l’errore commesso dal mittente e indicano la somma che bisogna corrispondere per poter ricevere la missiva.

Tale pratica riguarda specialmente lettere, cartoline o manoscritti che venivano direttamente imbucati nelle cassette postali, quindi senza servizi complementari, come il diritto di raccomandazione, che, invece, richiedevano un preventivo controllo dell’esatta tariffa da parte dell’impiegato postale o la diretta applicazione da parte di questi.

Ma un impiegato postale è pur sempre un essere umano e da ciò deriva che anche questi può talvolta commettere degli errori! L’ignoranza e la disattenzione sono mali molto comuni.

Credo lo stesso sia capitato all’impiegato dell’ufficio postale di Lignano Bagni (Udine) il 28 Febbraio 1947 quando, all’atto di ricevere una raccomandata per Milano, non si accorse che pesava più di 15 grammi e considerò idonei ad assolvere l’affrancatura di 14 lire (4 per il primo porto lettera e 10 per il diritto di raccomandazione) i tre esemplari da 4 lire e due da 1 lira, tutti della serie Democratica.

Tale errore non sfuggì al Verificatore di Udine Ferrovia, che integrò l’affrancatura per le mancanti 4 lire con un altro esemplare da 4 lire Democratica (in genere mai con segnatasse), annullandolo con il proprio bollo “Udine Ferrovia-Verificatore” il 1 Marzo e molto probabilmente aprì un procedimento verso l’impiegato “distratto” al quale venne inflitta un’ammenda. La lettera giunse tranquillamente al destinatario a Milano il 3 Marzo successivo.

Concludendo: se l’errore viene commesso dal mittente, è il destinatario che è tenuto al pagamento del doppio del difetto (difetto di 1 lira ne paga 2); quando, invece, a sbagliare sono le Poste, il difetto, se scoperto, è a carico delle stesse, senza alcuna maggiorazione, ovviamente!!!

Aniello Veneri

Aggiungi commento

Salernoinprima NON è in alcun modo responsabile dei commenti inseriti. Salernoinprima NON pubblicherà commenti con espressioni irriguardose e volgari. Salernoinprima si assume la facoltà di intervenire su singole parti dei commenti qualora contengano accuse generiche e prive di contraddittorio, messaggi violenti, insulti gratuiti, frasi blasfeme o di stampo razzistico.