Dal sito delle poste italiane: “Per ricevere Fermoposta dovete essere maggiorenni e chiedere al mittente di scrivere sulla busta il vostro nome o il numero di un vostro documento d'identità, aggiungendo Fermoposta nonché il Codice di Avviamento Postale e l'esatta denominazione dell'ufficio postale da voi scelto per il ritiro.
Ritirate la corrispondenza all'ufficio postale presentando un documento d'identità. La corrispondenza rimane nell'ufficio postale per 30 giorni. Oltre questo termine, la spedizione non ritirata verrà restituita al mittente se ha indicato il proprio indirizzo”.
Servizio utilizzato dai filatelici. Il 24 del mese di Agosto scorso appare la seguente notizia: il servizio di Fermoposta passa da centesimi 26 ad € 3,00 oltre l’affrancatura dovuta. Ma facciamo un passo indietro. Il servizio postale ai suoi albori non prevedeva ancora la distribuzione a domicilio ed erano i destinatari a doversi preoccupare del ritiro delle proprie missive recandosi agli uffici postali.
Le prime lettere riportavano il mittente, indicando solo la località di destinazione. Quindi possiamo dire che il servizio di Fermo Posta è il primo servizio reso dalle poste. La forma moderna di tale servizio si attua con la riforma del 1863 ed inizialmente aveva carattere gratuito. Negli anni a venire, nonostante le Regie Poste avessero istituito un servizio di consegna a domicilio, il Fermo Posta era ancora in auge.
Ovviamente tale servizio veniva utilizzato da coloro i quali, non avendo fissa dimora come i lavoratori stagionali, agenti di commercio o volendo mantenere l’anonimato epistolare, avevano come proprio domicilio l’ufficio postale. Tutte le lettere recanti diciture quali Fermo Posta, Fermoposta, F.P. e similari, dal 1915 pagavano il servizio e relativa la giacenza durava un mese oltre il quale l’oggetto postale - se non ritirato - era restituito al mittente,, pagando la tassa se dovuta.
Se il mittente non era conosciuto, il regolamento postale prevedeva di inoltrare l’oggetto in giacenza, in quanto "corrispondenza inesitata", alla direzione di competenza per poi procedere alla sua distruzione. Il servizio di Fermo Posta si applicava alla corrispondenza ordinaria, alle raccomandate, alle stampe ed ai giornali spediti in "seconda mano" e per i pacchi postali semplici e raccomandati. Venivano tassativamente esclusi dal servizio i pacchi di valore e le assicurate.
Sergio Mendikovic







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