Giovedi, 24 Maggio 2012

Ultimo aggiornamento23.05.2012 23:40

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Il frazionario (prima parte)

Nel 1889 venne abolita la numerazione degli uffici postali italiano tramite l’utilizzazione degli annulli numerali, prima quelli a punti ed in seguito a sbarre, applicando i modelli francese ed inglese.

Ma nei primi anni del novecento venne ripresa l'adozione della numerazione degli uffici postali. Questa metodologia venne usata allorquando il 28 Maggio 1905 si insediò una commissione di studio sulla rimodulazione delle Casse di Risparmio affinché si evitassero errori dovuti ad omonimie e da interpretazioni dello scritto. Si ricorda che i registri ed ogni documento erano redatti a mano ed in corsivo.

La struttura applicata fu un codice matricolare frazionario in cui le prime due cifre identificavano la provincia e le altre tre l’ufficio postale. Le 69 province del regno vennero numerate seguendo l’ordine alfabetico:

1 Alessandria, 2 Ancona, 3 Aquila (L’Aquila), 4 Arezzo, 5 Ascoli Piceno, 6 Avellino, 7 Bari, 8 Belluno, 9 Benevento, 10 Bergamo, 11 Bologna, 12 Brescia, 13 Cagliari, 14 Caltanissetta, 15 Campobasso, 16 Caserta, 17 Catania, 18 Catanzaro, 19 Chieti, 20 Como, 21 Cosenza, 22 Cremona, 23 Cuneo, 24 Ferrara, 25 Firenze, 26 Foggia, 27 Forlì, 28 Genova, 29 Girgenti (Agrigento), 30 Grosseto, 31 Lecce, 32 Livorno, 33 Lucca, 34 Macerata, 35 Mantova;

36 Massa Carrara, 37 Messina, 38 Milano, 39 Modena, 40 Napoli, 41 Novara, 42 Padova, 43 Palermo, 44 Parma, 45 Pavia, 46 Perugia, 47 Pesaro, 48 Piacenza, 49 Pisa, 50 Porto Maurizio (Imperia), 51 Potenza, 52 Ravenna, 53 Reggio Calabria, 54 Reggio Emilia, 55 Roma, 56 Rovigo, 57 Salerno, 58 Sassari, 59 Siena, 60 Siracusa, 61 Sondrio, 62 Teramo, 63 Torino, 64 Trapani, 65 Treviso, 66 Udine, 67 Venezia, 68 Verona, 69 Vicenza.

A tale elenco mancano le province, ancora non costituite, di Trento, Venezia Giulia e Zara. Dal confronto dei singoli frazionari le prime informazioni che si hanno è se un ufficio postale ricade nella prima serie e quindi istituito all’inizio del 900.

Nell’anno finanziario 1914/15 la numerazione frazionaria venne estesa a tutti gli uffici postali, avendo il suo apice verso il 1924/25 per poi essere sostituita dopo il 1934 da bollatori contenenti l’indicazione del capoluogo di provincia.

A differenza dell'univocità dei timbri dell’ottocento, le impronte dei timbri contenente il frazionario erano di fogge diverse in quanto il compito di eseguire le incisioni era demandato alle singole Direzioni Provinciali. Tale uniformità riappare, solo recentemente, con l’inserimento nell’impronta del Codice di Avviamento Postale. Ma nella provincia di Salerno accade qualcosa di particolare.

Sergio Mendikovic

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