Giovedi, 24 Maggio 2012

Ultimo aggiornamento23.05.2012 23:40

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Servizio postale italo-britannico in Marocco (1a parte)

Notizie sulla struttura politico-sociale e geografica del Marocco nella pubblicistica italiana erano ancora saldamente ancorate ai resoconti dei viaggiatori che dal settecento e fino agli inizi dell’ottocento percorrevano le terre magrebine finendo ospiti dei corsari barbareschi e solo dopo il loro rilascio avevano l’opportunità di fornire dettagliate notizie grazie alla loro esperienza sui generis.

Ma un reportage articolato e minuzioso ci perviene, sulle pagine L’Illustrazione Italiana, da Edmondo de Amicis, nostro reporter nella primavera del 1875 sul percorso Tangeri-Fez fatto a cavallo anche al ritorno assieme ai pittori Cesare Biseo e Stefano Ussi, tutti al seguito di una delegazione dell’ambasciata italiana formata dal capitano di stato maggiore Giulio di Boccard, dal vice console italiano Paolo Grande e dall’incaricato di affari Stefano Scovasso, il quale doveva presentare al giovane sultano Moulay Hassan le proprie credenziali del governo italiano che tendeva a rinsaldare trattati e protettorati in una zona denominata franca e fortemente meta di italica migrazione.

Ma la notizia data da De Amicis che ci interessa era che a tale spedizione si aggregò l’agente consolare di Malagan il signor Carlo Morteo, titolare di un’azienda di trasporti, al quale verrà successivamente affidata la strutturazione organizzativa di un servizio postale anglo-italiano in terra di Marocco. Prima di un servizio di recapito postale regolare, il sistema dei trasporti postali veniva lasciato all’intraprendenza dei singoli privati come Josepf Brudo e Gautsch ed agli uffici consolari stranieri.

Il servizio italo-britannico di corrieri postali venne avviato con la collaborazione di mister Spiney, agente della Royal Mail britannica nonché banchiere, andando in competizione con le linee postali di Josepf Brudo sulla tratta Da Magazan a Marrakesh. L’attività ebbe vigenza tra il 25 Aprile 1897 ed il 20 Marzo 1900 e per espletare tale servizio si emisero ben 12 francobolli sconosciuti ai collezionisti (la loro rarità consiste anche nelle basse tirature dei valori). Le tirature delle emissioni furono 6.00 per valori dentellati e di 1.440 per il valore espresso in peseta.

Il catalogo Yvert contiene tutti i valori emessi, dentellati in 14", la prima tiratura del 1897 ai numeri dal 53 al 58: Centesimi 5 - color blu (esiste non dentellato); Centesimi 10 - color rosa - (esiste non dentellato); Centesimi 25 - color verde-oliva - (esiste non dentellato); Centesimi 50 - color verde; Centesimi 75 - color bruno rosso; Una Peseta - color violetto (esiste non dentellato). Successivamente recando lo stesso disegno vennero stampati degli interi postali da: Centesimi 5 - color blu; Centesimi 20 - color marrone.

La seconda tiratura del 1898 venne emessa soprastampando, in due tempi presso una tipografia locale, tre valori risultati in esubero e sono catalogati nel Yvert dal numero 59 al 61. SOVRASTAMPA IN COLOR VIOLETTO: Centesimi 8 centesimi su centesimi 10 color rosa
(esiste con soprastampa capovolta), Centesimi 10 su centesimi 25 color oliva (esiste capovolta e doppia), Centesimi 20 su centesimi 25 color oliva (esiste capovolta e doppia); SOVRASTAMPA CON INCHIOSTRO NERO: Centesimi 8 su centesimi 10 color rosa - Yvert n°59b (esiste con la doppia soprastampa), Centesimi 10 su centesimi 25 color oliva - Yvert n°60c (esiste capovolta e doppia), Centesimi 20 su centesimi 25 color oliva - Yvert n° 61c (esiste capovolta e doppia).

Sergio Mendikovic

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