Il 1 luglio 1990 un leggero aumento tariffario interessò il recapito delle corrispondenze in loco, con mezzi propri o da parte di agenzie autorizzate, che da 350 lire passò a 375.
Dopo pochi giorni iniziarono però a fioccare le proteste, specie da parte di banche ed altri enti, a causa di un piccolo problemino tecnico: le affrancatrici meccaniche (le “rosse”) non prevedevano più la possibilità di modificare la terza ed ultima cifra, ovvero erano fisse sullo “0” e per realizzare la corretta tariffa i responsabili erano costretti ad integrare con francobolli o, molto più spesso, ad arrotondare in eccesso a 380 lire.
Non mancano tuttavia esempi di affrancature interamente realizzate con francobolli per il corretto importo. Il 15 settembre dello stesso anno, però, notevoli proteste e un ragionevole ripensamento convinsero le Poste a ridurre la tariffa a 370 lire. La situazione tornò così alla normalità tanto che il 24 settembre vi fu addirittura l’emissione di un’apposita marca dal medesimo valore.
Aniello Veneri






