Molti sono tra collezionisti e commercianti che ancora detengono un cumulo di valori bollati espressi in lire. Tali francobolli hanno dal 1 Gennaio 1967 validità postale permanente.
E’ quel grande popolo di commercianti, dei fogliaroli nati dai fasti del Gronchi rosa, degli amanti delle quartine d’angolo, delle strisce da 25 pezzi verticali od orizzontali e di semplici depositari di accumuli di francobolli ripetuti all’infinito.
A loro volta suddivisi tra coloro che intravedevano future azioni commerciali ed i semplici collezionisti.
Ma delle nubi tetre si sono addensate all’orizzonte nel Dicembre dell’anno appena trascorso. Il governo Monti con il Decreto “Salva Italia” all’art. 26 statuisce la messa fuori corso anticipata delle lire, che sono ancora in mano dagli italiani.
Si rammenta che la loro circolazione era cessata il 1 Marzo 2002 con l’entrata in pieno regime dell’euro. La prescrizione per il cambio delle monete e banconote in lire era stata stabilita per il 28 Febbraio 2012, dopo dieci anni esatti dall’introduzione dell’Euro.
Ora a sorpresa il Governo ha deciso di cancellare questi ultimi mesi per il cambio delle Lire. Si stima che il beneficio delle casse erariali dello stato ammonti a circa 15 miliardi, beneficio con decorrenza immediata ed il relativo controvalore è entrato nel bilancio dello Stato, il Fondo ammortamento dei titoli di Stato.
Dunque si è fatta cassa anche sulla numismatica. E la filatelia ne sarà immune? Le preoccupazioni stanno prendendo corpo tra i filatelici e\o accumulatori di valori postali. Ma se il buongiorno si vede dal mattino...
Sergio Mendikovic






