Il primo presidente della Cassazione, Vincenzo Carbone sottolinea che “Il ministero della Giustizia ha pagato, fino al 2009, 150 milioni di euro di risarcimento per la legge Pinto ed ha un debito ancora esistente, fino al 2008, di 86 milioni di euro, e per il solo anno 2009 sono già stati contratti 31 milioni di debiti, per un totale ammontante a 267 milioni di euro. SI tratta di un incremento esponenziale: sarebbe meglio destinare queste risorse per cercare di smaltire l'arretrato anzichè per risarcire i danni dell'arretrato”.
In base ad una classifica stilata dalla Banca mondiale, emerge appunto che mentre "tutte le nazioni europee hanno registrato lievi progressi, in Italia occorrono ancora 1.210 giorni per recuperare un credito, con un costo corrispondente al 29,9% del debito azionato". L’Italia è ferma al 156° posto dietro Gabon e Guinea. Occorre , però, anche brevemente riflettere su di una circostanza ancora più grave, ma taciuta: non sempre l’intervento dei Tribunali Italiani distribuisce giustizia. D’altra parte è sotto gli occhi di tutti l’ultimo errore giudiziario eclatante (ma tanti altri ve ne sono sommersi) con il caso Del Turco.
Invero la scarsa attenzione nei confronti di alcune tematiche manifesta un male ancora più profondo: è il senso del giusto che non appartiene alla cultura ed alla mentalità del nostro Paese. Ed il più delle volte la verità dei fatti non coincide con la “verità processuale”, sicché vi sono cittadini che aspettano invano anche oltre trent’anni, ma solo per ottenere un provvedimento ingiusto. E’ una vita volata via, con danni oltre l’ordinaria immaginazione. Non ha senso parlare di riforme di leggi, se non si riformano prima gli uomini.
Irene Coppola






