Il custode giudiziario, diversamente dal curatore fallimentare, può senz’altro assumere la doppia veste di amministratore provvisorio e di legale della procedura custodiale, in assenza di divieti normativi.
Nel caso prospettato, il collega che ha agito come legale della custodia - espressamente autorizzato con atto formale di nomina dal G.E., all’azione di sfratto per morosità ovvero di rilascio dell’immobile detenuto “sine titulo” da parte convenuta - può e deve richiedere, in aggiunta alla domanda giudiziaria incardinata, anche le spese e le competenze maturate per l’attività professionale svolta, senza che si renda necessaria un'autorizzazione ulteriore del G.E., atteso che nessuna norma giuridica statuisce in tal senso.
Difatti il custode, quando agisce come legale della procedura, èun vero e proprio avvocato e come tale deve comportarsi; in altri termini la custodia giudiziaria si atteggia come un ente-cliente dell’avvocato ed il convenuto, in caso di soccombenza, è tenuto a sopportare le spese di lite, intendendo per spese sia gli esborsi, sia le spettanze del professionista.
Posto ciò, è ultroneo precisare che se le spese sono liquidate con attribuzione, il professionista potrà agire direttamente nei confronti del soccombente; se, per contro, esse spese sono liquidate a favore della custodia rappresentata e difesa dall’avvocato istante, quest’ultimo dovrà depositare istanza ad hoc al G.E. con l’eventuale richiesta anche di ulteriori importi, se non liquidati dal Giudice delegato all’istruttoria del giudizio di merito e sempre in conformità del tariffario in vigore.
Grazie per l’attenzione rivolta alla rubrica legale.
avv Irene Coppola
Questo il quesito di partenza: "Gentilissima collega, approfitto della sua disponibilità ed esperienza per chiederle un parere. In una procedura in cui sono custode giudiziario il G.E. mi ha anche incaricato in qualità di 'legale' di occuparmi della liberazione dell'immobile occupato da inqulini morosi; oltre ai canoni arretrati ho richiesto ai suddetti inquilini le spese anticipate e le mie competenze dovute per la procedura il rilascio dell'immobile, come da tariffario.
L'avv. degli stessi inquilini sostiene che il G.E. doveva autorizzarmi a richiedere le spese mentre io sostengo che agendo in qualità di legale ed essendo gli inquilini estranei alla procedura, in quanto persone diverse dai proprietari, ho il diritto di richiedere sia le spese anticipate che le competenze dovute per avviare la procedura per il rilascio dell'immobile custodito.
Le sarei grata se potesse darmi chiarimenti in merito. Ringraziandola anticipatamente infinitamente Le invio cordiali saluti".







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