Giovedi, 24 Maggio 2012

Ultimo aggiornamento23.05.2012 23:40

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Mila & Shiro, due cuori nella pallavolo

Al pari di Holly e Benji, cartone culto di cui ho ampiamente parlato, Mila & Shiro (Jeanne et Serge in Francia, Juana y Sergio in Spagna) rappresenta l'altra pietra miliare della produzione manga/anime (cioè fumetto e relativo cartone) nipponica, ad uso e consumo degli adolescenti (me compreso, all'epoca) che ne hanno apprezzato i mirabolanti contenuti. Le medesime stranezze di H&B si ritrovano in M&S, in fondo pare ci fosse una grande amicizia fra i rispettivi (folli) creatori.

"Attacker Y(o)u", questo il titolo originale del capolavoro, racconta le vicende di una ragazzina tutto pepe (Mila Hazuki, Yu in giapponese) che scopre la passione per la pallavolo dopo essersi trasferita, assieme al padre fotografo giramondo, da Osaka a Tokyo per frequentare le scuole medie. Immancabile, nel rispetto della miglior tradizione dei cartoni giapponesi, il caso umano portante: Mila vive nell'ombra della madre (la Signora Kyushi) che non ha mai conosciuto perchè creduta morta, ma in realtà la donna aveva mollato la famiglia per esercitare la professione pallavolistica (bell'esempio!) e la ragazza se la ritroverà davanti (senza inizialmente sapere chi sia) in veste di commentatrice tecnica delle sue "eroicomiche" partite.

Con Mila e il papà abita anche il fratellino Sunny, bimbo tenero ma anche fastidioso "grazie" alla petulante voce scelta in sede di doppiaggio (che poi, per fare economia, appartiene alla stessa persona che doppia il personaggio femminile di Nami); è molto legato alla sorella, di cui è anche il primo fan, anche se penserà bene di urinare in campo durante un allenamento di Mila. Beata ingenuità!

Entrata a far parte della selezione delle scuole medie che ora frequenta, Mila sviluppa progressivamente l'amore per la pallavolo e per Shiro Takiki (So in giapponese), aitante capitano della compagine maschile (il classico "figo" di turno che non deve chiedere mai, sebbene abbia pochi anni in più di Mila). In squadra, Mila lega con la flemmatica Nami Hayase, coetanea col brio di un Paguro Bernardo, un'improbabile chioma blu a caschetto ma soprattutto doti di ricezione/respinta che neanche il miglior Buffon.

E in effetti ci sarebbe proprio voluto il buon Gigi per opporsi alle bombe di Matsugoro Diamond, burbero e tarchiato maestro che ama ricoprire di lividi - a furia di schiacciate abnormi - i polsi delle sue allieve (un po' come succedeva alla Fantastica Mimì, che la produzione italiana spaccia per cugina di Mila, cui venivano cinti i polsi con delle catene per aumentare la pena). Per fortuna delle ragazze, l'aguzzino viene esonerato e rimpiazzato con il preside dell'istituto, uomo perbene ma dalle discutibili (un eufemismo) capacità di allenatore.

Mila sorprende per la grande determinazione e legittima le sue potenzialità offensive con colpi dai nomi fra l'ambiguo e il sinistro: la battuta a "volo di rondine", il "chicco di grandine" (lontano parente della terrificante "goccia di ciclone" della finta cugina Mimì di cui sopra), il "mega servizio" e l'attacco laser, un surrogato del tiro della tigre di Mark Lenders (Holly & Benji), in cui la palla assume analoghe forme ellittiche e luminescenze di pari intensità.

La Nostra, però, è totalmente incapace in difesa, dove rimedia figuracce epocali con annessi palloni stampati in faccia ed inevitabile maxi-alone rosso di infiammazione. Meno male che c'è Nami al suo fianco, con la quale riesce ad intessere conversazioni pseudo-filosofiche durante il gioco, tra una ricezione e un'alzata (?!).

Ovviamente, nel momento clou, in occasione della finale studentesca, la squadra di Mila è sconfitta per mano delle Sunlight Players capitanate dalla spocchiosa ed insopportabile Kaory Takigawa, precocissima atleta (è già nel giro della nazionale a 15 anni senza alcuna trafila pregressa nelle categorie juniores) dalla particolare capigliatura rosso-marrone. Nulla a che vedere con l'arancio psichedelico dei capelli di Mila; oserei definire "rivedibile" il parrucchiere ufficiale del gruppo.

Nonostante la sconfitta, Mila riesce comunque ad entrare nelle "Seven Fighters" (le 7 combattenti... anche se a pallavolo si gioca in 6), team "serio" allenato dal duo Sashita-Mitamura e dunque buon trampolino per coltivare il sogno della nazionale olimpica in vista di Seul 1988. Si susseguono partite su partite, disputate in palazzetti puntualmente stracolmi (ma già H&B ci aveva fatto notare il grande plauso tributato dal popolo nipponico ad inutili competizioni di sconosciuti adolescenti) e caratterizzate dalle prestazioni atletiche più inverosimili, allorchè le giocatrici spiccano salti di svariate centinaia di metri più alti rispetto alle reti di metà campo, restando in aria per un paio di minuti/puntate (la media delle rovesciate con flashback mentale di Holly) a furia di riflettere fluttuando sulla migliore opzione d'attacco.

Decorosa, però, la durata delle partite, che non supera le 3 puntate, quando invece in H&B una partita poteva occupare alcune settimane. Il telecronista ha il dono dell'ubiquità come in H&B e riesce a commentare 3-4 incontri nello stesso momento (sebbene spalleggiato dalla signora Kyushi quale opinionista). Agghiacciante.

Nei frequenti ritiri di preparazione, Mila lega con Yoghina Yokono, una specie di torello (Yoghina deriva da orso Yoghi, evidentemente) con lampanti problemi di peso (110-120 kg minimo) ma tremendamente efficace al momento di schiacciare (ovvio intuire il perchè). Tra le due non può esserci concorrenza perchè il divario di classe è netto e l'unica avversaria di Mila è l'altra schiacciatrice del gruppo, quella Sori Shinoda che alla fine cederà sotto i colpi di Mila. Cosa che accadrà a tutte le sue avversarie, progressivamente più alte ed incavolate con l'evolversi del livello delle competizioni ma puntualmente sgretolate da Mila fino a diventarne addirittura amiche.

Lungi dal ripercorrere la trama fiume di Holly e Benji, il cartone è praticamente all'epilogo: Mila corona il suo sogno nazionale, non prima di aver scoperto la vera realtà sulla madre (con la quale si riappacificherà) ed essere caduta nelle braccia dell'amico/fidanzato/confidente Shiro. Ultimo step è la sfida fratricida (ed eterna) che oppone le 2 mini-selezioni ricavate in nazionale per stabilire chi andrà a Seul, traguardo che tocca a Mila ed è velatamente anticipato dall'ultima scena della sigla, che ritrae Mila olimpionica medagliata (non sapremo altro perchè il cartone si interrompe qui).

Già, la sigla italiana, un culto quanto il cartone grazie all'inconfondibile voce di Cristina D'Avena: "Guarda guarda in campo c'è/ una nuova giocatrice/Mila il suo nome è/ e talento ha per 3/là tra il pubblico lei sa, Shiro se ne sta/ il suo cuore ora sì, batte batte forte, forte, forte/ Mila e Shiro, due cuori nella pallavolo, Shiro e Mila, amore a prima vista è/ Mila e Shiro, due cuori nella pallavolo, Shiro e Mila, che dolce sentimento è/ Sempre, sempre così, sarà tra Mila e Shiro/ Sempre, sempre così, sarà tra Mila e Shiro...

Luigi Cerone

Commenti 

 
#1 Alessia 2011-05-01 16:58
Leggendo questo articolo ho ripercorso una tappa della mia infanzia che porto nostalgicamente nei miei ricordi. Dettagliato ed ironico al contempo. Complimenti :lol: !
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