Due anni fa, il 13 aprile 2009, nella sua casa di Mariconda, si spegneva Vincenzo Giordano. Aveva 80 anni. Socialista di ferro, fu sindaco di Salerno dal 1987 fino al 23 marzo del 1993, giorno in cui si dimise dopo essere entrato in polemica con la Procura di Salerno, colpevole a suo avviso di aver aperto un'indagine sugli appalti comunali.
Qualche mese più tardi, Giordano venne prelevato nel suo domicilo dagli uomini della polizia giudiziaria, mentre era dedito alla sua grande passione, il gioco del tressette, e fu rinchiuso per diverse settimane nel carcere di Fuorni; abuso d'ufficio, falso e turbativa d'asta le accuse addebitategli.
La stagione della Tangentopoli salernitana aveva colpito anche lui, l'esponente di spicco del partito socialista, il primo ad ad aver varato una giunta comunale senza il più grande partito del dopoguerra, la Democrazia Cristiana.
Fu il pentapartito Psi-Pci-Psdi-Pri-Verdi a guidare la nuova stagione della città di Salerno, inaugurando l'esperienza delle giunte laiche e socialiste. Con la classica signorilità che lo contraddisinse sempre, anche in seguito alla piena assoluzione da ogni accusa, avvenuta due mesi dopo, non ebbe mai parola di vendetta per nessuno, e si ritirò dalla vita politica dedicandosi agli affetti più cari.
La sua amministrazione diede il via all'opera di riqualificazione urbanistica della città, proseguita poi dai diversi mandati dell'attuale sindaco, donando grande visibilità su scala nazionale alla città di Salerno. Il Corso, lo Stadio, la LungoIrno, il rilancio della fascia litorale sono partite grazie a lui.
Il suo successore Vincenzo De Luca, suo numero due all'epoca, oltre ad esprimere il cordoglio per i familiari, ricordò così il suo operato: "Un impegno che egli profuse in tutta la sua attività professionale ed amministrativa dando sempre prova di competenza, attenzione ai bisogni della popolazione, capacità di programmare iniziative di sviluppo per Salerno. Sapremo conservare il ricordo della sua alta testimonianza di servizio, custodendola come prezioso esempio di valori civili, sociali e politici".
A distanza di due anni dalla sua morte, è triste vedere come alcuni esponenti della politica locale rivendichino un suo attuale appoggio a questo o ad un altro candidato; come a dire che neanche nell'altro mondo, o in un'altra vita, si riesca a trovare quella pace e quella tranquillità che Giordano cercava in terra, dopo tutte le accuse ricevute.
Francesco Formisano







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