Giovedi, 24 Maggio 2012

Ultimo aggiornamento23.05.2012 23:40

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L'ultimo Podestà a Salerno

Durante il Ventennio Fascista, con una serie di provvedimenti governativi, il Regime operò un profondo cambiamento nelle Autonomie Locali trasformandone radicalmente l’Ordinamento e sostituendone le figure già esistenti (Sindaco, Consiglio Municipale, Giunta e Segretario) con il Podestà e la Consulta.

Il Podestà, esclusivo Organo deliberante nominato con Decreto Reale, si avvaleva della collaborazione della Consulta che offriva pareri non vincolanti per gli atti deliberativi ed i cui membri erano scelti dalle Associazioni Sindacali presenti sul territorio. L’ultimo Podestà a Salerno fu l’avv. Manlio Serio (dal 26/1/1935 al 24/8/1943) in carica durante le fasi finali della costruzione del Nuovo Palazzo di Città.

Con la caduta del Fascismo, avvenuta il 24 luglio del 1943 (Mussolini fu posto in minoranza nel Gran Consiglio del Fascismo dai suoi stessi fedeli) anche il Podestà veniva sostituito. Nella città di Salerno, il 24 agosto del 1943 fu nominato Commissario Prefettizio, il Gran Uff. Avv. Prof. Giovanni Cuomo, uomo liberale ed antifascista, che l’8 settembre accolse le Forze Alleate che sbarcarono a Salerno e che guidò la stessa città nei suoi primi passi verso la rinascita della Democrazia.

L’11 gennaio 1944 il Commissario Cuomo, frattanto invitato a coprire un’alta carica di Governo, fu sostituito dall’avv. Silvio Baratta. Durante il suo mandato, in virtù del R. Decreto legge 4/4/1944 n.111 “Norme transitorie per l’amministrazione dei Comuni e delle Province” viene ripristinata la carica di Sindaco e l’organo della Giunta Municipale, anche se a nomina prefettizia.

Con nota riservata del 17 maggio 1944, il Sindaco Baratta propone al Prefetto i componenti la Giunta Comunale “in rappresentanza dei rispettivi partiti politici cui appartengono” a cui successivamente il Sindaco attribuì le deleghe: A) Per il Partito Democratico Cristiano: Avv. Bottiglieri Girolamo, Avv. Buonocore Luigi, Dott. Comm. Ferara Gennaro; B) Per il Partito Comunista: Prof. Maci Giovanni, Medico-chirurgo Chieffi Italo; C) Per il Partito Socialista: Farmacista Galdi Giacomo, Avv. Cacciatore Francesco; D) Per il Partito democratico del lavoro: Avv. Fameli Michele, Medico-Chirurgo Visciani Armando; E) Per il Partito Liberale: Avv. Nunziante Gaetano, Ing. D’Agostino Matteo; F) Per il Partito d’Azione: Prof. Farina Ugo

Nel frattempo le Amministrazioni Pubbliche si avviavano a nuove e democratiche elezioni ed anche a Salerno, il 24 novembre 1946, dopo le votazioni del 2 giugno per la Costituente e il Referendum, per la prima si votò per eleggere 40 consiglieri comunali.

Nove furono le liste politiche che scesero in campo nelle elezioni comunali salernitane: tra quelle note a livello nazionale ottennero i maggiori consensi il Partito Comunista (7 seggi), il Partito Socialista (5 seggi) e la Democrazia Cristiana (7 seggi), mentre il Partito Monarchico ebbe 4 seggi, gli Azionisti Repubblicani 3 seggi ed 1 seggio l’Alleanza Democratica.

Il maggiore successo l’ottenne la lista “Salerno Nostra”, che univa alcuni indipendenti liberali appartenenti allo schieramento dell’ “Uomo Qualunque”. La lista raggiunse il 28,84 % dei voti, ottenendo 13 seggi ed eleggendo tra gli altri anche Matteo Rossi, poi nominato Sindaco dal Consiglio comunale. Il Consiglio comunale con deliberazione, n.3 del 19 dicembre 1946, convalidò l’elezione dei Consiglieri e con le successive n.5 e n.6 nominò il Sindaco e i componenti della Giunta Municipale.

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