Giovedi, 24 Maggio 2012

Ultimo aggiornamento23.05.2012 23:40

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Il furto del tricolore al Comune

Si è spesso parlato, e ancora incerte sono talvolta le testimonianze in tal proposito, di quale sia stato l'atteggiamento degli Alleati nei confronti dei salernitani all'indomani dello sbarco e della conquista della città. Alcuni episodi raccontano di comportamenti dettati da assoluta cordialità e totale rispetto. Altri di un atteggiamento ostile e sprezzante.

Arturo Carucci, cappellano impegnato in quei giorni a prestare soccorso ai feriti al Sanatorio Da Procida, ne cita uno, emblematico: "Presto viene un Colonnello medico. Lo ricevo sul portone d'ingresso e gli tendo la mano per salutarlo. Mi guarda con volto ostile, ritira di scatto il suo braccio destro dietro la schiena e mi dice in buon italiano: Non si dà la mano a un vinto". Sembra chiara, dunque, soprattutto da parte inglese, l'intenzione di far pesare la spada del vincitore sugli sconfitti.

L'impressione, però, è che americani ed inglesi si relazionino alla popolazione in modo del tutto diverso. Leggiamo ancora la testimonianza di Carucci: "L'incontro dei civili con queste truppe (britanniche) è pieno di diffidenza: qualche volta i soldati spianano il fucile e gli ufficiali impugnano la pistola contro i cittadini che si avvicinano. Magari dopo offrono delle sigarette, ma quel primo gesto non è adatto a stabilire un'atmosfera di confidenza". D'altra parte gli inglesi erano animati da uno spirito di vendetta nei confronti degli italiani ben più forte di quello che nutrivano gli americani, i quali erano ben più disposti ad accettare una cooperazione italiana al fine di affrettare la sconfitta tedesca.

Ma, in questa sede, si intende raccontare una storia che prescinde da questa semplicistica distinzione. E' l'11 settembre: vinta l'opposizione nazista, gli inglesi entrano e occupano definitivamente Salerno. David Hamilton, giovane soldato britannico in servizio nella Compagnia F del 2° Battaglione Guard, entrato nel Palazzo di Città, ruba una bandiera italiana. A destar curiosità, ovviamente, non è tanto l'episodio in sé, quanto il suo epilogo.

Il 10 ottobre 2000 al Comune di Salerno giunge una comunicazione di Michael Burgoyne, console del Regno Unito, indirizzata al Sindaco Vincenzo De Luca. In allegato alla comunicazione c'è anche una lettera a firma della figlia e una foto che ritrae il soldato, ormai in pensione, con il tricolore issato nel suo giardino. "Il signor Jim Williamson - si legge nella nota - in attuazione di una precisa volontà testamentaria del suocero, recentemente scomparso, desidererebbe restituire alla Sua città una bandiera italiana che era stata portata via dalla Casa Comunale di Salerno nel 1943, quando il battaglione di cui faceva parte il suo defunto parente era entrato in città in seguito allo sbarco delle forze alleate".

Carlo Alfani

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