Domenica, 5 Febbraio 2012

Ultimo aggiornamento04.02.2012 17:21

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Le proposte del PD per la crescita ed il lavoro

Le proposte del Pd si incentrano su misure per la crescita, per il lavoro e per l’equità. Senza sostegno alla crescita, al lavoro, e attenzione all’equità non vi può essere risanamento sostenibile dei conti pubblici. Gli interventi si concentrano su 4 assi.

I) riforme fiscali, per spostare il carico dal lavoro e dall’impresa ai redditi evasi e ai redditi da capitale. Il baricentro della riforma fiscale è la tassazione di tutti i redditi con un’aliquota di riferimento al 20% a cominciare dalla prima aliquota Irpef, poiché un euro di reddito da lavoro o d’impresa non può essere tassato più di un euro di reddito da capitale o di rendita. Negli emendamenti alla manovra, intendiamo realizzare i primi passi della riforma.

Per innalzare il tasso di attività femminile, sostenere il potere d’acquisto delle famiglie, migliorare la competitività delle imprese e qualificare la crescita, proponiamo di: aumentare le detrazioni d’imposta per le donne lavoratrici in nuclei famigliari con figli a carico; introdurre, gradualmente, un contributo annuale di 3000 euro all’anno per ogni figlio fino alla maggiore età, a cominciare dalla fascia 0-3 anni, esteso anche ai lavoratori autonomi e professionisti;

eliminare i tetti ed il click day all’utilizzo dei crediti d’imposta per le spese in ricerca e sviluppo e per gli investimenti nel Mezzogiorno; innalzare la franchigia Irap per le piccole imprese; innalzare i limiti di fatturato e patrimonio per il “forfettone fiscale” e rivedere gli Studi di Settore; re-introdurre la detrazione d’imposta del 55% per le eco-ristrutturazioni e per il risparmio energetico e ripristinare il mercato dei “certificati verdi”

II) allentamento del Patto di Stabilità Interno per evitare a Regioni, Province e Comuni pesanti tagli agli investimenti, in particolare per la messa a norma degli edifici scolastici e per la green economy, ai servizi sociali, alle politiche di sostegno delle piccole imprese e del lavoro autonomo

III) integrazione delle risorse per la scuola, articolazione degli interventi per il contenimento dei costi nel pubblico impiego, in particolare per i giovani precari, revisione degli interventi sugli enti di ricerca pubblici; riforma del sostegno al reddito per i giovani disoccupati da lavori precari

IV) riavvio delle liberalizzazioni nel settore dell’energia, della distribuzione, dei servi bancari, dei servizi professionali, del trasporto pubblico.
Per coprire gli interventi per la crescita, il lavoro e l’equità, il PD propone le seguenti misure:

1. “piani industriali” specifici ed interventi per la riorganizzazione e l’efficienza delle pubbliche amministrazioni; cancellazione delle normative in deroga per gli appalti, in particolare la gestione in deroga per la Protezione Civile; revisione del progetto per il Ponte sullo Stretto di Messina; razionalizzazione delle società pubbliche o partecipate da Stato, Regioni, Province e Comuni; razionalizzazione degli uffici delle amministrazioni centrali sul territorio;

centralizzazione degli acquisti; revisioni dei programmi di spesa del Ministero della Difesa ed eliminazione della società Difesa SpA; razionalizzazione sedi universitarie; razionalizzazione corpi di polizia; razionalizzazione dei livelli di governo territoriale; riduzione mirata del numero di dirigenti pubblici; abbassamento dei costi della politica attraverso la riduzione del numero dei parlamentari e la specializzazione delle Camere

2. il contrasto all’evasione fiscale e contributiva: riduzione a 2.000 euro del limite per la fatturazione elettronica; accertamento sintetico da redditometro potenziato a partire dal 2005; accesso selettivo alle informazioni bancarie; neutralizzazione dei patrimoni condonati dallo “scudo fiscale” ai fini dell’accertamento ed innalzamento dell’aliquota di regolarizzazione; ripristino delle sanzioni per l’evasione accertata come vigenti a maggio 2008

3. l’allineamento della tassazione dei redditi da capitale (inclusi i redditi da locazione ed esclusi i titoli del debito pubblico) su un’aliquota del 20% e, in coordinamento con la riforma federalista, la destinazione delle imposte sui redditi da capitale immobiliare al finanziamento dei Comuni; l’introduzione e/o innalzamento delle tasse su consumi ed attività produttive ad elevato impatto ambientale

4. l’asta per l’assegnazione delle frequenze liberate dal digitale terrestre ed il passaggio delle pubbliche amministrazioni all’utilizzo dei software open source

da pdsalerno.it

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