Giovedi, 9 Febbraio 2012

Ultimo aggiornamento09.02.2012 16:29

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Dossier anti-Caldoro, nella lotta politica anche lo scontro tra uffici giudiziari

Emergono nuovi dettagli della vicenda del dossier anti-Caldoro. Secondo quanto stanno ricostruendo i carabinieri di Roma, grazie alle intercettazioni ai danni dell'ex assessore regionale Ernesto Sica, accanto alla lotta fratricida nel Pdl campano si sarebbe scatenata una guerra anche fra due magistrature.

Da un lato la Procura di Napoli, che aveva avanzato la richiesta di arresto per l'ex sottosegretario all'Economia Nicola Cosentino, dall'altro gli uffici della Corte d'Appello di Salerno, da dove sarebbe partita la creazione di un dossier diffamatorio nei confronti dell'attuale presidente della regione Campania Stefano Caldoro, all'epoca dei fatti in lizza, proprio con Cosentino, per la nomina di candidato governatore.

Regista della vicenda, oltre ad Ernesto Sica, sarebbe stato - secondo quanto riferiscono gli inquirenti - il presidente della Corte d'Appello di Salerno, Umberto Marconi; sullo sfondo, ben presenti, gli uomini della cosiddetta triade della P3, Arcangelo Martino, Pasquale Lombardi e Flavio Carboni. I fatti si riferiscono al gennaio 2010. Sica e Marconi stanno preparando un documento a "luci rosse", con il quale mettere in cattiva luce Stefano Caldoro e farlo ritirare dalla corsa alla Regione.

I carabinieri intercettano Marconi in una serie di telefonate con Martino, che si protraggono per diverso tempo. L'opera di diffamazione, però, non porta i risultati sperati, forse per i problemi giudiziari nei quali Cosentino rimane coinvolto, forse perché Caldoro ha già dalla sua una sufficiente forza politica e territoriale da spendere. A quel punto Sica avrebbe informato Martino di aver proposto a Denis Verdini la propria candidatura a governatore; in caso contrario, l'ex assessore avrebbe reso pubblica l'intera vicenda.

La vicenda riserverà probabilmente nuovi risvolti. Di sicuro lo scontro Caldoro-Cosentino avrà importanti ripercussioni. "Non finisce così, anche Nicola lo sa" - ha dichiarato il Presidente, che si dice curioso di sapere chi ci sia dietro il dossier costruito su di lui. E in riferimento alla posizione di Cosentino nel Pdl campano, Caldoro afferma: "Ci sono dinamiche interne: qua nessuno è sicuro di poter andare avanti. Per quanto mi riguarda, finché decido, resto".

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