Domenica, 5 Febbraio 2012

Ultimo aggiornamento04.02.2012 17:21

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PD verso il congresso tra autocritica e ricostruzione

E' autocritica la parola d'ordine del Partito Democratico provinciale salernitano, riunitosi venerdì al Grand Hotel Salerno per l'assemblea precongressuale in vista del rinnovo della carica del segretario provinciale e del direttivo (15-16 luglio).

Prioritaria l'esigenza di ricreare e ricostruire un partito che negli ultimi 3 anni è uscito sconfitto in altrettante competizioni elettorali (politiche, regionali e provinciali) e quindi fa della ricostruzione il punto fondamentale da cui ripartire. Un dato che non sfugge al segretario provinciale uscente, Michele Figliulo.

Proprio dall'autocritica, e dal nuovo ruolo del Pd come partito d'opposizione, il segretario prende le mosse per analizzare l'attuale situazione e lanciare il testimone a chi prenderà a breve il suo posto: “All'indomani del risultato elettorale regionale, abbiamo assunto un ruolo di opposizione al quale da tempo non eravamo abituati. Ora occorre organizzarsi per fare opposizione su tutti i piani, sia provinciale, che regionale e nazionale”.

Un compito non facile, per il quale Figliulo detta i paletti da cui occorre ricominciare e le linee da seguire: in primo luogo, maggiore rapporto del partito col territorio, a cominciare da chi, esponente del partito, nel territorio amministra ancora come sindaco. “Ci sono isole, all'interno della provincia, nella quale governiamo: abbiamo la maggioranza dei comuni, anche se siamo in minoranza in punti strategici come l'agro nocerino. Abbiamo buoni sindaci, che governano bene. Quello che manca, però, è il rapporto tra il partito ed i sindaci che del partito fanno parte. E' un rapporto che bisogna ricreare”.

Una connessione con il territorio, e con le sue esigenze, che Figliulo richiama più volte, anche richiedendo maggiori rapporti e vicinanza con i sindacati che “forse nelle forme sbagliate, hanno comunque un rapporto con i lavoratori. Abbiamo l'esigenza di ricostruire un rapporto con loro”.

Il segretario provinciale analizza nello specifico i quasi 3 anni che lo hanno visto alla guida del Pd salernitano: “In due anni e mezzo da segretario provinciale, ho visto tanti aspetti positivi, ma anche tanti negativi. Secondo la mia esperienza, però, un partito così non può andare avanti. Anche per via delle numerose competizioni elettorali, abbiamo avuto poche occasioni di impegnarci seriamente sui problemi della gente. Al futuro segretario, che potrebbe essere in sala, dico di crearsi una segreteria snella e di ascoltare le esigenze dei territori”.

Figliulo non risparmia critiche, anche pesanti, all'attuale amministrazione di centrodestra: “Contro di noi abbiamo tutta l'area del presidente Cirielli, che non ha alcun senso delle istituzioni: dobbiamo evitare di farci mettere all'angolo da chi sta compiendo una politica spregiudicata di conquista del territorio”.

Proprio a tal proposito, il segretario provinciale si esprime così sulla vicenda Asi: “Una cosa incredibile, perchè la bocciatura non è arrivata dalla politica, ma dall'alleanza tra una parte della politica, facente capo a Cirielli, ed una parte dell'imprenditoria, che ha fatto un gioco pienamente politico. Anche la delibera dei nuovi vertici dell'Asi, avvenuta dopo la bocciatura del bilancio e la chiusura dell'assemblea, senza per giunta essere tra i punti all'ordine del giorno, è un simbolo della mancanza di rispetto delle istituzioni da parte di quest'area”.

Severe anche le critiche rivolte all'amministrazione provinciale, ad un anno dal suo insediamento: “Presto organizzeremo una conferenza nella quale 'festeggeremo' il primo anno di amministrazione Cirielli. Un anno nel quale l'attività dell'ente è stata paralizzata, con appalti calati e ridotti quasi a zero, anche se il presidente esce sui giornali dicendo che ha aumentato le risorse. Gli atti che stanno accadendo simboleggiano il più assoluto disprezzo per le norme della democrazia”.

Davanti ad una platea con numerosi posti vuoti, ma nella quale sono presenti tutti i vertici ed i rappresentanti locali del partito (tra gli altri, Andria, Iannuzzi, Cuomo, Bonavitacola, Valiante, Pica, Petrone, giusto per citare alcuni nomi), il segretario provinciale attacca anche la decisione del Governo di di revocare gli atti regionali che hanno sforato il patto di stabilità (“una scelta scellerata”) e le azioni messe in campo sui settori critici quali rifiuti (“se si va avanti così, ad ogni livello, torneremo presto nella fase di emergenza”) e sanità (“ridicolo l'atteggiamento del presidente Caldoro”). In conclusione, l'affondo: “Dal nostro congresso deve uscire un partito più organizzato, ma che abbia anche idee e programmi da portare avanti”.

Da Andria a Valiante, gli interventi

Dal richiamo all'unità di Volpe, all'esigenza di rinnovarsi e di essere autonomi di Simone Valiante: diversi esponenti del Partito Democratico provinciale hanno chiesto di prendere la parola durante il dibattito dell'assemblea precongressuale. Dopo alcuni interventi di militanti e rappresentanti dei circoli, il primo a prendere la parola è l'ex consigliere provinciale Domenico Volpe, sconfitto a Bellizzi nelle ultime amministrative da Pino Salvioli:

“Il congresso non dovrebbe ancora essere diviso sulla nomina del segretario, però la tentazione c'è. A questo punto bisogna capire chi è che gioca a dividere. In questo partito una maggioranza non c'è. Nel corso dell'assemblea mi sarei aspettato degli interventi distensivi ed unitari. La sensazione è che ci sarà una lista alternativa qualunque sia la scelta del candidato unitario, e c'è qualcuno che preme perchè sia così”.

“Il clima non è idilliaco e di grande partecipazione - gli fa eco Simone Valiante - ma comunque ci permette di riflettere. Il problema non penso sia quello di quote o nomi, ma che idea di partito vogliamo proporre. La base è quella di partire da un partito che sia autonomo dai propri riferimenti istituzionali. Il PD non deve essere il partito di Valiante o di De Luca o di Andria. Dobbiamo creare un partito che vada avanti con le proprie gambe. Abbiamo perso gente perchè quando qualcuno faceva notare che qualcosa non andava, c'era chi metteva la testa sotto la sabbia. Se abbiamo perso le elezioni è perchè ci sono state delle responsabilità politiche. Noi non parliamo più solo con i lavoratori, come ha sottolineato il segretario Figliulo. Noi non parliamo più con nessuno”.

“Più che non parlare con nessuno - ribatte Antonio Cuomo - io sono preoccupato perchè non parliamo nemmeno tra di noi. Il nostro compito non deve essere quello di stare in un partito diverso dagli altri, ma di ridare forma ad un partito dove si crei la classe dirigente che dovrà governare in futuro. Dobbiamo stare in un partito che deve svolgere la sua funzione di partito. Quanto al'unità del partito, sarebbe la sua morte: ci vuole dialettica e confronto”.

“Qualche sperimentazione positiva nell'ultimo periodo è stata fatta - afferma invece il senatore Alfonso Andria - non tutto è negativo. Dobbiamo mettere a fuoco dei temi sensibili. La rianimazione del partito deve partire dalle periferie e dai territori. Tanti di noi sono nati e cresciuti facendo del rapporto con il territorio il loro percorso, ed alcuni di noi riescono ancora, individualmente, ad esprimere questa esigenza. Il problema è che non ci riusciamo collettivamente”.

G.S.

Commenti 

 
#1 Ospite 2010-06-28 07:35
Più spazio ai "militanti e rappresentanti di circolo" nei vostri resoconti. La voce dei "boss" del partito è amplificata spesso, quella dei tanti scontenti ma comunque Partecipatori e Democratici è spesso occultata, come in questo caso! Questo pre-congresso ha smosso, ha smosso...!!! ;)
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